Cremona. Gli stipendi della giunta Galimberti bis sono stati fissati da una determina del dirigente del settore economico finanziario Paolo Viani, che si rifà a un decreto del 4 aprile 2000, firmato dal ministro degli interni Enzo Bianco, ai tempi del governo D’Alema, quando ancora si usavano le lire. Nulla cambia dunque per i compensi degli amministratori comunali, che a distanza di 19 anni restano invariati, senza alcun aggiornamento per l’entrata in vigore della moneta europea. Per il sindaco e gli assessori il nome tecnico è “indennità di funzione”. Gli importi lordi sono questi: per il sindaco 4.734 euro mensili, per il vicesindaco 3.550. Andrea Virgilio però non ha accettato questo compenso, riducendoselo a 2.840 euro lordi, alla pari con gli altri assessori e dunque con quanto ha percepito nei cinque anni precedenti. La comunicazione di Virgilio all’amministrazione risale al primo luglio. In totale, nel periodo dal 10 giugno scorso al 31 dicembre di quest’anno, la spesa complessiva a carico delle casse del Comune ammonta a 219.833 euro per le indennità della giunta, compresi permessi e oneri. In un anno il costo supera i 400mila euro. Il sindaco da parte propria ha incassato l’indennità di fine mandato (20mila euro), una sorta di tredicesima, dal momento che si compone di una mensilità per ogni 12 mesi di mandato. Il presidente del consiglio comunale percepisce 2.840 euro al mese, come gli assessori. La somma è ridotta della metà per i lavoratori dipendenti che non abbiano chiesto l’aspettativa. I gettoni di presenza dei consiglieri comunali sono ancora fermi alle 130mila lire dell’anno 2000, cioè 60,30 euro. E per quest’anno, dal 10 giugno al 31 dicembre, l’amministrazione ha stanziato 61mila euro per i gettoni e il compenso del presidente del consiglio comunale Paolo Carletti, facendo quindi lievitare i cosiddetti costi della politica a circa mezzo milione di euro per il secondo semestre del 2019. Le proposte della Lega e dei 5 stelle, di devolvere in beneficenza o ai servizi sociali i gettoni, non sono mai state approvate. Paolo Zignani

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