Cremona Il cambiamento climatico che ha colpito la pianura padana negli ultimi anni si stabilizzerà, lasciando senza scampo i cremonesi sconvolti dal caldo record di quest’anno, quando in giugno sono stati toccati i 40 gradi all’ombra. Non si parlerà più di ondate di calore eccezionali, bensì di normalità, secondo le previsioni del Climate Impact Lab, il laboratorio di analisi del clima formato da un gruppo di scienziati americani, che pure tiene conto dell’eventuale rispetto dell’accordo di Parigi. La ricerca, pubblicata dal New York Times e ripresa dal Sole 24 ore, prefigura cinquant’anni di afa e di solleone, con temperature più difficili da sopportare, tanto che Cremona sarà sesta tra le città più calde d’Italia. I dati sono inequivocabili nel tratteggiare un continuo crescendo di temperature. Il numero di giorni con almeno 32 gradi era 23 nel ‘64, per salire però a 55 quest’anno e tra cinquant’anni 80. Ci saranno quindi 80 giorni nell’anno 2068 con una temperatura superiore ai 32 gradi, formando un’ondata di calore lunga quasi tre mesi. Il fiume Po intanto continua il suo momento difficile, toccando oggi il livello di 7 metri e 12 centimetri sotto lo zero, già seriamente in secca, a causa dell’improvvisa siccità, pur dopo mesi di piogge abbondanti, in una situazione di disponibilità idrica che sinora non preoccupa il Pirellone. Il rischio, come sempre, riguarda però in particolare la Lombardia del Sud e le sue colture assetate di irrigazioni. L’emergenza ozono a propria volta continua da circa tre settimane: ieri la centralina Arpa di via Fatebenefratelli ha toccato un massimo 142 mg, con una media di 129, sopra la soglia di 120, che indica una presenza tollerabile di ozono. Per lunedì le previsioni meteo indicano pioggia.

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