Cremona Lotta fino all’ultimo respiro tra la società veronese Sport Management, concessionaria del centro natatorio comunale di largo Atleti azzurri d’Italia, e l’amministrazione comunale, che ha deciso lo scorso aprile di revocare l’appalto aggiudicato sino al settembre 2042. Ancora una volta le segnalazioni dei cittadini hanno colpito il colosso veronese, che gestisce in Italia una cinquantina di piscine e a Cremona è sempre stato contestato, ancor prima dell’insediamento come gestore, nel ruolo che è stato della Federazione italiana nuoto per diversi decenni. Si sono presentati di nuovo i carabinieri del Nas, Nucleo antisofisticazione, per un’ispezione sugli impianti condotta assieme ai funzionari del Comune. I rapporti non sono idilliaci tra il proprietario, il municipio, e il gestore, tanto che la Sport Management ha fatto ricorso al Tar e poi al consiglio di Stato chiedendo l’annullamento dell’atto di revoca della concessione e dell’avviso pubblico, finalizzato alla ricerca di un nuovo gestore per il periodo di un anno, fino al settembre del 2020. Il Comune in quest’avviso dimostrava di aver scelto di evitare le grandi società, preferendo interlocutori esperti nel settore e di dimensioni aziendali tali da non generare aspri conflitti con le storiche società di nuoto cremonesi. Fino al pronunciamento del Consiglio di Stato, il 29 agosto, non ci sarà certezza sul futuro della piscina comunale, al centro del comparto degli impianti sportivi in riva al Po, sul quale l’amministrazione ha deciso di concentrare gli investimenti. La revoca della concessione era stata decisa per il mancato rispetto degli accordi, che si era tradotto in tariffe troppo alte, rapporti di lavoro impropri, interruzione di pubblico servizio, inosservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie.

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