Cremona E’ ancora possibile salvare il territorio cremonese dalla costruzione di un’autostrada regionale fra Cremona e Mantova, che causerebbe la cementificazione di 1.550 ettari di suolo fertile e la distruzione di ben 230 aziende agricole. Il Coordinamento dei comitati e delle associazioni ambientaliste del Piadenese, Casalasco e Viadanese, assieme a Legambiente Lombardia, WWF Cremona, Lipu e Sinistra Italiana, rappresentati da una delegazione formata da Cesare Vacchelli, Barbara Meggetto, Fausto Banzi ed Ezio Corradi ha illustrato l’altro ieri all’assessorato regionale alle infrastrutture e ai trasporti un progetto alternativo, che prevede la riqualificazione della strada provinciale 10. L’assessore Claudia Terzi era assente per impegni istituzionali, ma il giudizio espresso dai funzionari e dai collaboratori dell’assessorato è stato positivo, dal punto di vista tecnico ma anche per il grado di approfondimento e i parametri presi in considerazione. Il momento è cruciale, dato che il 30 luglio al palazzo della Regione si riunirà il tavolo sulle infrastrutture delle province di Cremona e Mantova, per decidere in particolare dell’autostrada. La proposta degli ambientalisti, che al tavolo intendono sedersi, chiede di investire sui trasporti ferroviari, migliorando le infrastrutture esistenti, come la provinciale per Mantova, invece di costruirne di nuove. Il progetto viene inviato anche ai presidenti delle due province e ai sindaci dell’asse dell’autostrada. Cesare Vacchelli in un comunicato ricorda che il presidente della Regione Attilio Fontana ha già chiarito che per costruire l’autostrada occorrono 488 milioni, e che se sarà la Regione a versarli, non ci saranno altri finanziamenti per ulteriori opere sul territorio. Per gli ambientalisti, è meglio che quelle risorse siano investite in varie opere minori, piuttosto che per l’autostrada, in un quadro che vede la rete stradale provinciale già in evidente difficoltà e bisognosa di opere di manutenzione. — Paolo

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