Cremona. Il sito Tardatreno.it ha reso nota la triste graduatoria mensile dei treni lumaca della Lombardia, che vede svettare, purtroppo, ben quattro treni delle linee cremonesi. Sono convogli che i pendolari conoscono bene, e che ormai riconoscono dal numero, come ad esempio il 2661, che parte da Milano centrale alle 18.20 per arrivare a Cremona, almeno secondo l’orario ufficiale, alle 19.28. In realtà, secondo i rilevamenti, ha fatto segnare un ritardo medio di 11 minuti al giorno. Peggio ancora per chi viaggia con la corsa delle 7.28 da Cremona a Milano e deve sopportare 13 minuti in più ogni giorno. E’ la stessa media negativa che risulta per il convoglio delle 17.28 da Cremona per Milano. Si tratta sempre della linea Milano-Cremona-Mantova, che fa segnare ancora ritardi sistematici, pur dopo il taglio dei treni locali, che fermano in ogni stazione, per lasciare sui binari soltanto i diretti. E anche la corsa delle 15.28 per Milano riserva delusioni, impiegando ogni giorno 11 minuti più del previsto. Il sito Tardatreno.it promuove poi la richiesta di un rimborso, da parte dei pendolari, a Trenord: un sistema che però non è servito a eliminare i disservizi. Alla stazione di Piadena Drizzona, sulla linea Brescia Parma, invece il disagio è causato dai deragliamenti, già due negli ultimi tre mesi. L’ultimo risale alla settimana scorsa, quando l’ultimo vagone di un convoglio merci è uscito dai binari alle 10.15 del mattino durante una manovra. Nessun altro vagone è deragliato, ma tra gli abitanti la preoccupazione è elevata. In aprile era deragliato un vagone che trasportava coils, la settimana scorsa è stata la volta di una bisarca, convoglio adibito al trasporto di autoveicoli. In entrambi i casi non ci sono state persone coinvolte. Il Codacons comunque ha depositato un esposto alla Procura, chiedendo di accertare le cause tecniche dei deragliamenti, prima che l’incidente si possa ripetere ai danni di un treno che trasporta persone. Paolo Zignani

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