Cremona La riforma della casa, firmata Carlo Malvezzi e approvata dal consiglio regionale tre anni fa, potrebbe trasformarsi in un incubo ora, al momento di tradurla in pratica. Il vicesindaco Andrea Virgilio lancia l’allarme, perché a partire dal prossimo bando per l’assegnazione di case popolari, gli interessati dovranno registrarsi a una piattaforma informatica, chiedere l’user name e la password, e destreggiarsi su un sito internet per conto proprio, avvalendosi al massimo dell’aiuto dei dipendenti comunali. I quali a loro volta hanno appena iniziato a familiarizzare con il sito internet, nell’ambito dei corsi di formazione. Virgilio lamenta il fatto che le persone che chiedono una casa popolare non sempre possono navigare agevolmente sul Web, anzi c’è sempre stata la fila all’ufficio alloggi di via delle Colonnette, per avere informazioni di persona, direttamente dagli impiegati. Ora invece si dovrà navigare, e l’amministrazione dovrà mettere a disposizione alcune postazioni internet. Sarà per il vicesindaco un percorso precario e poco strutturato, che scaricherà sui Comuni e sulle Aler le inefficienze di una riforma poco attenta agli aspetti organizzativi. Carlo Malvezzi, diventato consigliere comunale di minoranza, si aspetta invece un chiaro cambiamento dalla legge 16, di cui è stato relatore. Chi è residente nella regione e nel Comune sarà favorito dal punteggio, come le giovani coppie, le fasce deboli, gli anziani, le famiglie con un solo genitore, i disabili, le forze dell’ordine e i vigili del fuoco. Il modello negativo per il centrodestra è il Cambonino, con i suoi 2.200 abitanti, di cui 1.600 extracomunitari di 47 nazioni diverse. Intanto, però, le assegnazioni degli alloggi procedono a rilento: 400 nuclei familiari attendono un appartamento, secondo la graduatoria dell’ottobre scorso, ma le assegnazioni sono una cinquantina. —

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