Cremona Il mix di lavoro precario, se non disoccupazione, e costo della vita elevato ha messo in crisi altre quattro famiglie a Cremona nelle ultime due settimane, al punto che il settore Patrimonio del Comune ha dovuto provvedere, assegnando quattro alloggi in deroga alla graduatoria. Gli sfratti colpiscono ancora, malgrado l’attivazione del reddito di inclusione sociale e quest’anno del reddito di cittadinanza. Due assegnazioni di case popolari per l’emergenza abitativa sono state ufficializzate ieri. I servizi sociali hanno segnalato i casi più difficili alla commissione che analizza le assegnazioni degli alloggi, e che ha attivato la procedura d’urgenza. Sono stati concessi l’appartamento dell’Aler in viale Cambonino a una famiglia che già in ottobre ha fatto richiesta di una casa popolare, per poi subire lo sfratto esecutivo. Un altro alloggio in via Alfèno Varo è stato concesso per uno sfratto a un nucleo familiare già segnalato dai servizi sociali all’inizio dello scorso mese di aprile. La settimana scorsa è stato assegnato in deroga un secondo alloggio di via Alfèno Varo, mentre pochi giorni prima sono stati concessi, sempre in emergenza, altri appartamenti in via Altobello Melone, in via Aglio e via Borroni. I dati che riguardano la povertà, a Cremona, non risultano cambiati né in meglio né in peggio negli ultimi anni, malgrado l’introduzione di nuove misure assistenziali: è interessato circa il 10% della popolazione. Occorrerà probabilmente un anno per valutare gli effetti del reddito di cittadinanza, che in provincia ha visto soltanto un migliaio di richieste, soprattutto da parte delle persone che già beneficiavano del reddito di inclusione sociale, residenti per lo più in città e non sul territorio.

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