Cremona. Sulla carta la dismissione di una parte consistente dell’ex raffineria Tamoil, pari a un terzo, dovrebbe concludersi entro la fine di quest’anno. I passanti che percorrono via Eridano per recarsi alle canottieri o al porto canale, se non per pedalare verso Cavatigozzi e le aree naturalistiche del fiume Po, hanno visto in questi giorni al lavoro i tecnici della ditta pavese Armofer, specializzata in demolizioni di impianti industriali complessi come appunto le raffinerie di petrolio. Le torri di raffinazioni vengono smontate e portate a terra, con uso di alte gru, in situazioni che richiedono abilità professionali elevate. I macchinari, una volta a terra, vengono smantellati, e dopo aver superato l’esame sulla presenza di gas residuo, portati sui camion verso l’acciaieria Arvedi, resasi disponibile allo smaltimento. E’ un traffico di mezzi pesanti che si svolge lungo via Riglio e via Acquaviva, evitando di passare per il centro abitato di Cavatigozzi. L’amministrazione comunale segue passo per passo le operazioni, autorizzate dal ministero dello sviluppo economico nell’ottobre del 2017. Non si potrà procedere alla bonifica prima di aver dismesso gli impianti. Nel maggio di quest’anno l’amministrazione provinciale ha concesso alla Tamoil, deposito di oli minerali, un’autorizzazione unica, valida 15 anni, a scaricare nella pubblica fognatura sulla riva sinistra del Cavo Morbasco. Potranno essere scaricate acque piovane, reflui e acque di dilavamento del piazzale di ingresso che guarda via Eridano, per una superficie di mille metri quadrati. Questo diritto allo scarico potrà esser fatto valere da chi volesse acquistare in un futuro il deposito Tamoil. Sulle prospettive dell’insediamento industriale, però, non ci sono ancora progetti né programmi. Paolo Zignani

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