Cremona. Il progetto di una nuova centrale idroelettrica sull’Adda, fra Castelnuovo, Crotta e Maccastorna, mette in subbuglio il territorio al confine tra le province di Cremona e di Lodi. Diciannove associazioni hanno inviato un’email ai Comuni e alle istituzioni interessate dalla richiesta di autorizzazione che la società lodigiana Vis di Maccastorna ha presentato al ministero dell’ambiente. Se realizzato, il progetto avrebbe un impianto particolarmente negativo. Le associazioni parlano di un rischio di innalzamento del letto del fiume, con il rischio di impaludamento dei terreni agricoli circostanti, e di conseguenza, della svalutazione economica. Saranno possibili erosioni, e andrà distrutta una parte dell’habitat. La fauna ittica sarà inevitabilmente modificata. La centrale in progetto prende il nome di Budriesse e potrebbe essere costruita, interrata, in un’area vicina a diverse zone naturalistiche di interesse europeo: gli Spiaggioni del Po, a 830 metri, la zona di protezione speciale, sempre a Spinadesco, a 720 metri, e il sito Fiume Po da Rio Boriacco a Bosco Ospizio, a circa 1.600 metri. Così le associazioni hanno chiesto ai Comuni di Crotta, Maccastorna, Maleo, Sesto, Pizzighettone, Castelnuovo, Spinadesco e alle Province di Cremona e di Lodi, ma anche ai consorzi dell’Adda e della Muzza, all’autorità di Bacino e al parco Adda Sud, che posizione ha in merito e se intende presentare osservazioni. E’ stata interpellata anche la Regione Lombardia, così come le organizzazioni professionali degli agricoltori. La scadenza indicata dal ministero è il 9 agosto. Secondo il progetto, l’impianto funzionerebbe con 120 metri cubi al secondo di portata d’acqua, per produrre 19mila megawatt all’anno, sfruttando un salto di tre metri. Verrebbero collocati nel sottosuolo quattro gruppi idroelettrici. Paolo Zignani

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