Cremona  E’ di nuovo allerta a Crotta d’Adda per la situazione ambientale, dato che la società Vis di Castelnuovo ha chiesto al ministero dell’ambiente di riaprire la procedura di Valutazione d’impatto ambientale sul progetto di una nuova centrale idroelettrica sull’Adda. Si tratta dell’impianto che ha preso il nome di “Budriesse”, e che potrebbe sorgere al confine tra le province di Lodi e Cremona. Sono passati quattro anni dal diniego che Budriesse ha subito da parte del ministero, nel 2015, e il sindaco di Castelnuovo Marcello Schiavi, allora contrario, ora appare più possibilista e disposto a un confronto nel merito con i Comuni interessati, innanzitutto Crotta, l’Aipo, il Parco dell’Adda e le associazioni ambientalista. Il Comune di Castelnuovo intende investire sulla valorizzazione del patrimonio ambientale, in modo particolare sulla Bocca dell’Adda, che a Crotta affluisce nel Po. Un punto di vista diverso da quello del Comune di Crotta, teso a tutelare gli abitanti e il territorio dai continui nuovi insediamenti produttivi e dal loro impatto ambientale, che ha modificato il territorio in modo rilevante. Era stata l’Aipo a proporre prescrizioni al ministero: la società Vis quindi ha modificato il progetto per recepire le indicazioni ricevute. Il progetto non è gradito, però, alle associazioni ambientaliste e ai comitati locali, che stanno preparando un’azione congiunta. Il gran numero di centrali idroelettriche sull’Adda è stato infatti contrastato sistematicamente dagli ambientalisti, tanto più dopo la realizzazione delle centrali di Pizzighettone, Maleo, Rivolta e ora Castelnuovo. Se sarà autorizzata, la centrale Budriesse potrà utilizzare l’acqua dell’Adda per una portata di 120 metri cubi al secondo, approfittando di un salto di tre metri. La centrale sarebbe totalmente interrata, con i suoi quattro gruppi idroelettrici, in grado di produrre 4.500 kilowatt. Lo scopo di immettere in rete più di 19mila megawatt all’anno, tramite una linea interrata che la stessa società Vis può realizzare sui propri terreni. Non ci saranno contributi pubblici, ma la possibilità di vendere energia a compratori locali. L’effetto quindi potrà essere lo sviluppo industriale e imprenditoriale della zona. —

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