Se agosto è il mese più pericoloso per il numero di incidenti stradali, anche giugno e luglio non scherzano, sono infatti quelli con più incidenti nel complesso, (rispettivamente 16.755 e 16.856). Gennaio e febbraio, viceversa, i mesi con il minor numero di sinistri, febbraio anche con il minor numero di morti. Di notte e nelle ore di buio aumentano sia l’indice di mortalità che quello di lesività. Sempre secondo l’Istat, gli incidenti stradali derivano soprattutto da comportamenti errati. Tra i più frequenti si confermano la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 40,8% dei casi). Le violazioni al Codice della Strada risultano in diminuzione rispetto al 2017; le più sanzionate sono l’inosservanza della segnaletica, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza a bordo e l’uso del telefono cellulare alla guida. Le fasce d’età più a rischio risultano i giovani tra 15 e 24 anni (413 morti: 12,4% del totale) e gli anziani tra 70 e 74 anni. Per gli uomini si rilevano picchi in tre fasce d’età: tra 40-44 anni (200 morti), tra i 20-24 (197), tra i 55-59 (194). Per le donne frequenze maggiori per le età 70-84. Tra tutti i conducenti coinvolti in incidenti, è particolarmente alto il numero di quelli tra i 40 e i 49 anni (21%), seguiti dai giovani tra i 20 e i 29 anni, ma si registrano proporzioni elevate anche tra i più anziani. Rispetto ai patentati la probabilità di essere coinvolti in un incidente è più elevata nei giovanissimi, mentre decresce a partire dai 25 anni. Aumentano anche le vittime tra i centauri: 108; +17,4%, che si confermano tra le categorie più a rischio, e pedoni, +1,5%. Nel complesso, gli utenti vulnerabili rappresentano circa il 50% dei decessi.

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