Il 5G, la nuova tecnologia che potrà diffondere il cosiddetto internet delle cose, potrà essere sperimentata in provincia di Cremona non solo nei Comuni di Crotta d’Adda e di Tornata, che sono fra i 120 prescelti e già inseriti da tempo nella lista dell’Agcom, ma anche Pizzighettone. Un’innovazione di grande rilievo, perché si tratta di una rete wireless molto più potente del 4G. La potenza infatti dovrebbe aumentare da un flusso di un gigabit al secondo a una dimensione molto superiore, da 10 a 50 gigabit al secondo entro due anni, con la previsione di arrivare a 100 entro il 2025. Da un lato, ci saranno vantaggi straordinari per le industrie, che potranno utilizzare robot, ma anche i privati che potranno disporre di contenuti live ad alta risoluzione, come le videochiamate e le mille applicazioni, ad esempio in campo sanitario, come nella telemedicina. Il problema sono gli effetti sulla salute delle persone esposte a una rete capillare di numerosi modem in grado di emettere una simile quantità di dati attraverso le onde elettromagnetiche. Il controllo dei cittadini e degli stessi Comuni sullo sviluppo tecnologico sembra assente. Che a Pizzighettone, ma anche a Sabbioneta, vicina al Casalasco, si sperimenti il 5G, si è venuta a sapere dal sito oasisana.com, non da una delibera di un’istituzione pubblica e nemmeno da un’authority dello Stato. La scelta dipende infatti semplicemente da un accordo tra privati. Il Touring club italiano, infatti, ha stipulato un accordo con la società Inwit, nata da Telecom Italia per occuparsi di infrastrutture wireless. E’ stata firmata una convenzione che consentirà il lancio del 5G in 227 Comuni di interesse turistico, come appunto Pizzighettone, che sarà quindi invasa da tante piccole antenne in grado di rilanciare il segnale di un wi-fi molto più potente dell’attuale, per potenziare i servizi turistici e consentire a tutte le compagnie telefoniche di funzionare. Proprio a Pizzighettone, il consigliere comunale Giancarlo Bissolotti ha depositato una mozione per chiedere al sindaco Luca Moggi di adottare un’ordinanza contingibile e urgente per sospendere la sperimentazione, in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Non è infatti certo che il 5G sia del tutto sicuro per l’uomo: Bissolotti propone quindi di applicare il principio di precauzione.

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