La levata di scudi del sindaco di Pizzighettone Luca Moggi e della sua maggioranza di centrodestra, non ferma il dibattito sul 5G, che anzi si accresce con nuovi interventi e nuove voci di protesta. Il consigliere comunale Giancarlo Bissolotti, della lista “Cittadini protagonisti” ha sottolineato che occorre una scelta politica, che non c’è mai stata, per dare il via libera al 5G, con le nuove diffuse onde elettromagnetiche, modem nuovi nelle case e antennine ogni 40 metri.  Elena Bernardini, a sostegno di Bissolotti, ha ricordato in consiglio comunale che occorre acquisire dati più certi, che escludano la pericolosità della nuova tecnologia per la salute umana, e che però, per il principio di precauzione, il 5G andrebbe fermato. Il Comune invece, considerando la propria vocazione turistica, non si oppone e sperimenterà il wi-fi ultraveloce, voluto da un accordo fra privati, fra cui il Touring club. Pizzighettone come Tornata e Crotta d’Adda, dunque, già da tempo parte dei 120 Comuni italiani apripista. Durante gli Stati generali dell’ambiente, a Cremona in aprile, la questione dell’elettrosmog e dei possibili effetti negativi sulla salute è stata fra le più seguite, dato che il via libera alla nuova tecnologia sul territorio viene calato dall’alto con un gesto secco, senza spiegazioni. E l’ex assessore di Vescovato Ferruccio Rizzi rilancia la protesta: per un cittadino il 4G è già sufficiente. Chi ha bisogno di compiere operazioni che richiedono parecchi giga, usa il computer, non certo il cellulare per la strada: la rete diffusa delle antennine non soddisfa bisogni di base del consumatore di internet. Le industrie da parte loro si portano la fibra all’interno e si costruiscono un impianto di wi-fi ultraveloce per il controllo in rete di tutti i macchinari. Le prestazioni della fibra non sono così diverse dal 5G, che viene preferito perché l’investimento costa molto meno, grazie a una rete di antennine e modem domestici, e dà molti più profitti. Il punto di partenza sembra proprio la domanda su ciò che dà più profitti, soprattutto dal punto di vista commerciale, mentre i controlli sugli effetti sulla salute verranno fatti dopo, sulla rete esistente.

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