“Sento nella testa una marea di voci che mi fanno star male. Non sto per niente bene. La mia mente è stata presa. Non ricordo di aver visto, né aggredito nessuna donna in strada”. E quanto ha detto il trentenne , interrogato dal gip di Milano Guido Salvini, in cella per tentato omicidio per aver aggredito, in pieno centro città, una donna di 64 anni e averla ferita con un coccio di una bottiglia di birra in varie parti del corpo. Il giudice, che ha convalidato l’arresto e disposto il carcere, nel provvedimento ha sottolineato come l’uomo, originario del Bangladesh, anche nel corso dell’interrogatorio, abbia tenuto un “atteggiamento passivo e in parte assente come se la sua mente fosse occupata da altri pensieri”. Per il magistrato “tale atteggiamento è indicativo del fatto che egli sia stato in preda ad una crisi psicotica (si ponga attenzioni alle voci dentro la testa) che probabilmente renderà necessaria nel corso delle indagini una perizia psichiatrica”. Il gip, nella sua ordinanza, ha inoltre sottolineato come risulti “poco chiaro perché l’indagato, che aveva già dato luogo ad atti di violenza sia in strada sia presso la Questura, sia stato lasciato privo di controllo presso l’ospedale Fatebenefratelli ove era stato portato in ambulanza. Dall’ospedale – scrive il giudice Salvini – egli ha potuto allontanarsi prima di essere sottoposto alla visita psichiatrica a seguito della quale egli sarebbe stato certamente sedato e ha commesso poi il fatto per cui si procede”.

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