Un centinaio di attivisti si sono ritrovati questa mattina davanti al consolato brasiliano in Corso Europa a Milano per protestare contro l’aumento esponenziale degli incendi in Amazzonia (+83%) provocati dal disboscamento selvaggio avvallato dalle politiche del presidente Jair Bolsonaro. I manifestanti si sono riuniti pacificamente, sotto il controllo delle forze dell’ordine, e hanno iniziato a scandire slogan in difesa del pianete e dell’Amazzonia e contro le politiche del presidente Bolsonaro. L’iniziativa, che si è svolta contemporaneamente davanti ai consolati brasiliani di tutto il mondo, è stata organizzata da Fridays For Future e si inserisce in una più ampia protesta contro i cambiamenti climatici e per la salvaguardia del pianeta che culminerà il prossimo 27 settembre con lo sciopero globale per il clima. “Siamo qui perché l’Amazzonia da 16 giorni sta bruciando. Siamo sotto il consolato del Brasile perché il presidente Bolsonaro è complice di tutto questo e cerca di speculare e fare profitto sulla terra e su quello che rappresenta il 20% dell’ossigeno cherespiriamo”, ha commentato Serena Vitucci di Fridays For Future Milano. A luglio la deforestazione in Amazzonia è cresciuta del 278% rispetto all’anno precedente tanto da indurre alcuni paesi come Germania e Norvegia a congelare i finanziamenti al Fondo Amazzonia istituito per tutelare con progetti mirati la la più grande foresta pluviale del mondo.

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