Istituzioni, Comuni e associazioni economiche insistono nel dibattito sull’autostrada Cremona Mantova, che è proseguito l’altro ieri presso la Camera di Commercio e in particolare il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, che ha espresso la sua preferenza per il terzo dei cinque scenari indicati dalla Regione Lombardia. Si tratterebbe di affidare la concessione a una società pubblica partecipata da palazzo Pirelli, subentrando quindi a Stradivaria, la controllata di Centro Padane presieduta da Carlo Vezzini. Stradivaria metterebbe a disposizione il progetto dell’autostrada, che andrebbe completato, altrimenti occorrerà un anno in più per rifare il progetto. Se la Regione sceglierà la via della concessione pubblica, non dovrà versare alcun contributo a fondo perduto, necessario invece nel caso in cui l’infrastruttura venisse realizzata da Stradivaria, che non ha il capitale necessario né può accedere al credito per un importo che sfiora il miliardo. La Regione dovrebbe però versare alla società di cui farà parte ben 750 milioni di euro, con la prospettiva di recuperarli dagli incassi dell’autostrada, che potrà praticare tariffe più basse del livello di mercato, e accedere con garanzia della Regione al credito agevolato. I lavori terminerebbero nel 2026. C’è però un altro scenario, poco considerato dal dibattito cremonese ma apprezzato dalla Regione, ovvero la proposta dei comitati di una riqualificazione dell’ex statale 10. La via Mantova diverrebbe così una strada a una carreggiata dell’ampiezza di 10 metri e mezzo: appena 78 milioni il costo dei lavori, che sale a 130 realizzando le tangenziali di Castellucchio, Ospitaletto, Curtatone e Cicognolo. Non si costruirebbe quindi alcuna superstrada né autostrada, anche perché il flusso di traffico non c’è. La Regione ha reso note le proprie previsioni: per il 2045 tra Cremona e Mantova correrebbero soltanto 23mila veicoli al giorno, mentre la superstrada Paullese oggi ne ha 35mila e un’autostrada almeno 40mila. C’è un altro vantaggio: i 488 milioni che oggi la Regione verserebbe come contributo per costruire l’autostrada possono essere investiti, grazie a un accordo con Anas, Province e Comuni, su altre opere minori. Sono la tangenziale e il ponte di Casalmaggiore, la tangenziale est di San Giovanni in Croce, l’asse sud di Mantova, la tangenziale di Goito e la gronda di Viadana. E il presidente Fontana ha appunto chiesto a Cremona e Mantova di scegliere tra autostrada oppure infrastrutture locali minori.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata