Il centro natatorio Bellini di Crema affonda nell’incuria, e le proteste dilagano. Dopo i tempi del tutto esaurito, quando la piscina comunale, gestita dalla partecipata Scs, era presa d’assalto ogni estate, l’appalto alla società Sport management, che in provincia ha avuto due concessioni, prima a Crema e poi a Cremona, è stato segnato da polemiche laceranti. E a Crema, oggi, da quando un cittadino ha postato sul Web una serie di foto, i commenti si sono inaspriti: meglio andare a fare il bagno nel canale Vacchelli, poco distante, come nel dopoguerra ma anche in seguito in seguito, fino ai giorni nostri. L’ingresso costa 8 euro e mezzo e chi vuole un lettino prendisole deve prenderne due più un ombrellone, pagando 10 euro in più. E poi le docce sono esterne e non sempre si possono usare, perché alcune piastrelle si sollevano sotto i piedi dei bagnanti, nei servizi igienici c’è odore e gli alberi superstiti sono rimasti poco: al loro posto è rimasta la sabbia, come nei cantieri edili abbandonati. E ancora: sui tavoli manca il posacenere, quindi si cammina sui mozziconi spenti. Non solo: una volta bisognava fare la fila per iscriversi ai corsi di nuoto, oggi non si sa nemmeno quando iniziano, ed è il 17 agosto. A giugno sono stati segnalati armadietti forzati, con lucchetti tranciati a metà. I controlli sulla gestione di Sport Management li può fare il Comune, tramite l’ufficio tecnico, e l’assessore Matteo Gramignoli è stato contattato da diversi cittadini perché intervenga e solleciti. La stazione appaltante era la società patrimoniale SCRP, fondata da tutti i Comuni del distretto cremasco, poi caduta in crisi. Il Comune di Cremona ha già revocato la concessione a Sport Management ed emesso l’avviso pubblico per la ricerca di un nuovo gestore, per un anno. I problemi intanto continuano. E’ intervenuto l’ispettorato del lavoro, che ha trovato 12 dipendenti con contratti irregolari, tanto che l’ufficio vertenze della Cgil, diretto da Kendra Barbotta, sta valutando di attivarsi. Il dubbio infatti è che i contratti di collaborazione occasionale nascondessero un tipo di lavoro, in realtà, subordinato. La Cgil sta verificando la correttezza delle buste paga e del versamento dei contributi.

Paolo Zignani

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