Il convitato di pietra di cui solitamente non si vuole parlare, a proposito delle elezioni provinciali che si terranno domenica, è la mafia, per la situazione dei fratelli Cristòdaro, concittadini del sindaco Rosolino Bertoni, oggi candidato presidente della Provincia per il centrodestra, in alternativa al candidato del centrosinistra Mirko Signoroni, sindaco di Dovera. Rocco e Domenico Cristodaro infatti hanno subito confische di beni per aver dato vita, come spiegano gli atti del tribunale di Milano, a “un reticolo di società fittizie connotate da amministratori di comodo e conti bancari manovrati tramite persone di fiducia, producendo falsa documentazione lavorativa e fiscale allo scopo di creare l’apparenza di rapporti lavorativi inesistenti”. In sintesi, i fratelli Cristòdaro sarebbero stati commercialisti impegnati in affari da cui hanno tratto vantaggio i Mangano. In associazione con Cinzia Mangano c’era anche Giuseppe Porto, che portò la bara ai funerali del boss pluriomicida Vittorio Mangano, padre di Cinzia. Le dichiarazioni di Rosolino Bertoni, come sindaco di Palazzo Pignano, sono state spesso considerate inopportune e remissive nei confronti dei fratelli Cristodaro, che non hanno subito condanne per mafia, ma confische di beni. Il sindaco ha accettato elargizioni dai Cristòdaro, che hanno pagato le spese per feste di paese e si sono impegnati nel volontariato sportivo. Bertoni avrebbe assunto un atteggiamento remissivo, come gli è stato rimproverato dall’ex deputato di Liberi e Uguali Franco Bordo, che ai Cristòdaro ha dedicato un’interrogazione parlamentare, per chiedere all’allora ministro Minniti di intervenire. Una questione che ha assunto rilievo nazionale. Il segretario provinciale del Pd Vittore Soldo ha dapprima cercato di designare un candidato unitario, assieme al commissario della Lega Fabio Grassani, poi ha ripiegato su Mirko Signoroni, che appartiene all’area di Forza Italia, lodando la sua capacità sul fronte dell’antimafia. Ha saputo gestire dei beni confiscati, in modo da riattivare un’azienda che rischiava di chiudere. Sono chiamati alle urne domenica 1.300 grandi elettori, fra sindaci e consiglieri comunali. Anche Mirko Signoroni, però, mette in imbarazzo il centrosinistra. Dalle associazioni sale la critica di una scarsa sensibilità per l’ambiente.

Paolo Zignani

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