L’amministrazione provinciale di Cremona scopre all’improvviso il rischio sismico, alcuni anni dopo le pressanti richieste del comitato No Trivelle di Sergnano e Bordolano, che contestavano l’utilità degli stoccaggi di gas naturale e segnalavano l’aumento del pericolo sul territorio. La provincia di Cremona si trova infatti nell’hub nazionale del gas con il consenso degli enti locali dato dieci anni fa. Più volte l’attenzione dei presidenti della Provincia Carlo Vezzini e Davide Viola è stata sollecitata dagli ambientalisti di Salviamo il Paesaggio e dal gruppo di Enrico Duranti e Ezio Corradi. Nel 2016 infatti la regione Lombardia ha alzato il livello sismico del territorio da zona 4, a sismicità molto bassa, a zona 3, solamente bassa. Ora il numero uno di corso Vittorio Emanuele II Rosolino Azzali, in un incontro con le imprese dedicato ai lavori di manutenzione di strade e viadotti, ha fatto notare, assieme alla dirigente Patrizia Malabarba, che non ci sono viadotti a norma. In teoria tutti andrebbero chiusi, ma è impossibile, quindi si faranno i lavori gradualmente, e dopo anni di polemiche per le buche profonde e pericolose, si comincerà proprio dal peduncolo. Per rifare l’asfalto di tutta l’infrastruttura, oltre al mezzo milione di euro dato dalla Regione alla Provincia, occorrerà un altro milione e 600mila euro: il presidente Azzàli ha convocato per questo le 35 imprese interessate. Le richieste di spiegazioni e le segnalazioni dei cittadini, negli ultimi due anni, hanno riguardato, fra gli altri, il ponte sul canale navigabile di Crotta d’Adda, in località Fornace, dove solo da pochi mesi il Comune ha saputo che la manutenzione, che spetta all’Aipo, non è mai stata fatta. Segnalazioni anche a Cremona, per le condizioni in cui si trova il cavalcavia della tangenziale di via Bergamo, dall’aspetto logoro e malandato, anche se il viadotto di via Milano, ancora più malandato, ha avuto la priorità. E attendono ancora risposte i ponti sul Po di Casalmaggiore e San Daniele, in un territorio quanto mai bisognoso di manutenzione.

Paolo Zignani

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