Estate complicata, per un cittadino di Cremona, cinquantenne, disoccupato da alcuni anni, che all’improvviso ha scoperto il vuoto intorno a sé e ai propri genitori. L’uomo vive assieme ai genitori, pensionati di oltre ottant’anni, in un appartamento in affitto nella zona centrale della città. La madre, ricoverata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore in seguito a un infortunio domestico, che ha causato la frattura del femore, è entrata in crisi per altri motivi: la demenza senile infatti l’ha sorpresa proprio mentre si trovava in ospedale e poi in clinica per la riabilitazione tramite pet terapy. Il figlio, entrato in apprensione, oltre a visitare ogni giorno la madre, si trova alle prese con la crisi depressiva del padre, che ha iniziato manifestare i più cupi propositi. Messo in estrema difficoltà dai discorsi del padre, il cinquantenne ha telefonato ai servizi sociali del Comune di Cremona. Gli ha risposto il Pois, la Porta d’ingresso dei servizi sociali, una sorta di centralino che gli ha passato un assistente sociale: “Non ce la faccio più, aiutatemi, se no ammazzo mio padre!”. Queste le parole pronunciate dal cremonese, emotivamente crollato e in preda all’esasperazione. L’assistente sociale ha risposto “No, stia calmo, è suo padre” invitando l’uomo a recarsi a Palazzo Ala Ponzone Cimino mercoledì mattina, aggiungendo una risata, come se l’uomo dall’altra parte del telefono non fosse realmente esasperato, e ridere fosse rasserenante. Il cittadino, avendo la sensazione di non trovare alcun aiuto, non si recherà in Comune, per rivolgersi ad amici. Nei guai anche una ragazza madre, che ha perso mesi fa il diritto di abitare presso una casa famiglia di Cremona, perché la figlia è stata affidata dal giudice all’ex marito. I servizi e l’ufficio casa hanno promesso un alloggio per settembre, senza però una soluzione ponte. Per alcuni giorni la ragazza, di origine rumena e residente in Italia da quasi dieci anni, ha dormito su una panchina, per poi accettare l’ospitalità da un’amica. Sinora, l’unica risposta arrivata dal Comune è letteralmente che “bisogna arrangiarsi” fino a settembre. E’ un problema storico, a Cremona, trovare un posto letto per una donna sola in emergenza abitativa.

Paolo Zignani

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