Nei giorni scorsi, oltre le transenne di via Lungastretta, è stato trovato anche un materasso matrimoniale, marcio e pieno di sudiciume, con sopra delle coperte nauseanti. E’ stata una persona della zona a caricarlo sulla propria automobile e a portarlo nella discarica di San Rocco. E ancora dei residenti, esasperati dal pullulare dei topi e preoccupati per la sporcizia, hanno strappato l’erba, e portato via lattine, bottiglie rotte e altri rifiuti pericolosi per la circolazione. Ripulire del tutto, però, è impossibile, finché l’immobile rimane sotto sequestro. Era proprietà privata, poi è subentrato il fallimento, e ora si attende l’esito della vendita all’asta, suddivisa in diversi lotti, dato che non si trovavano acquirenti. La vicenda del fabbricato all’angolo tra via Lungastretta e via Giordano, ancora carico di lastre d’eternit, il cui stato di decomposizione va ancora sottoposto a perizia, dura ormai da vent’anni. La prima ordinanza del Comune è dell’anno 2000, la prima esecuzione immobiliare è stata promosso nel ‘99 dalle due banche subentrate al privato, Banca di Roma e Cariparma. Il valore dell’immobile è stato stimato, anni fa, in in 610mila euro, per 1.050 metri quadrati, oltre a soffitte, garage e cortile. Ed è nel cortile che alcuni passanti gettano di tutto: lattine, cartacce e flaconi vuoti, arricchendo il regno dei topi, da dove effluiscono odori insopportabili. In futuro gli acquirenti dei lotti messi all’asta dalle banche proprietarie potranno ricavarne una ventina di appartamenti con 16 garage, per ora, fra un’elezione e l’altra, promesse e manifestazioni d’interesse da parte di compratori privati, gli abitanti della zona assistono impotenti al degrado di un edificio considerato pericolante ormai da molti anni, fra erba alta, muri colmi di scritte e, sul lato di via Giordano, un sacco nero ormai antistorico, che però nessuno rimuove. Le finestre restano aperte da anni e la tettoia di legno, che il Comune voleva far rimuovere, è ancora al suo posto.

Paolo Zignani

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