Bordolano (Cremona) La sentenza della sezione prima del Consiglio di Stato, emessa nell’adunanza del 27 aprile, con presidente Roberto Giovagnoli, estensore Michele Pizzi e segretario Maria Cristina Manuppelli, capovolge d’un tratto dieci anni di dichiarazioni, proclami e rassicurazioni da parte dell’amministrazione provinciale, del Comune di Bordolano e della Regione Lombardia. Lo stoccaggio di gas naturale e la centrale di pompaggio della Stogit, infatti, non hanno compatibilità ambientale. Diversi pronunciamenti dei ministeri, susseguitisi per anni e anni, vengono smentiti grazie al successo di un gruppo di ambientalisti, raccoltisi intorno a Ezio Corradi. La procedura di Valutazione d’impatto ambientale, a questo punto, dovrebbe ricominciare da capo, quando l’impianto è già in funzione da anni, con i suoi sette pozzi. Corradi punta il dito contro il via libera dato all’amministrazione provinciale guidata dal presidente Giuseppe Torchio, nel marzo del 2009, oltre che dalla giunta regionale presieduta da Roberto Formigoni, con Gianni Rossoni assessore. Ora il consiglio di Stato ha riconosciuto che 13 dei Comuni interessati non hanno ricevuto la documentazione che la Stogit avrebbe dovuto consegnare loro. Infatti il gas naturale, benché immesso a una profondità di circa 1.700 metri, è diffuso in un’area che comprende il territorio di 16 Comuni. Sono stati due i Comuni a sostenere il ricorso: Verolavecchia, sindaco Sergio Zanetti, e Azzanello, sindaco Maurizio Brusaferri. La maggior parte dei Comuni, insomma, ha lasciato fare, così come l’ente Provincia, senza sufficiente considerazione per le norme sulla trasparenza e la partecipazione. Il Consiglio di Stato così sentenzia, con un documento di 16 pagine, che c’è stato eccesso di potere per difetto di istruttoria, travisamento dei fatti e manifesta contraddittorietà quanto alla matrice della qualità dell’aria, del clima e del paesaggio. Molti i ricorsi presentati dagli ambientalisti e molteplici i motivi del loro accoglimento da parte del consiglio di Stato. A questo punto, la prossima mossa potrebbe essere la convocazione dei servizi da parte dell’amministrazione provinciale, per ricominciare da capo la procedura di valutazione d’impatto ambientale.

Paolo Zignani

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