Troppi stimoli esterni stanno modificando la struttura neuronale del cervello umano, organo lento costretto a misurarsi con la supervelocità dei media digitali. Il risultato è che il pensiero lento, quello atto alla riflessione profonda, all’apprendimento e all’educazione, va in corso a deperimento, in favore di una reattività necessaria a sostenere i ritmi della società di oggi, ma ben poco adatta a stimolare meditazioni alte.

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