Piacenza Una comunità sotto choc, incredula, delusa. Don Stefano Segalini, parroco fino allo scorso maggio di San Giuseppe Operaio, una delle chiese più frequentate a Piacenza, è stato arrestato. Per lui un’accusa pesantissima: abusi sessuali e procurato stato di incapacità. Il sacerdote avrebbe somministrato droghe o sostanze chimiche alle sue vittime per poi commettere delle violenze sessuali su ragazzi tutti maggiorenni. Il sospetto è che don Segalini abbia usato sostanze chimiche o stupefacenti per “stordire” i ragazzi. L’indagine della squadra mobile è scattata dopo alcuni esposti arrivati in diocesi. Nei mesi scorsi il vescovo Gianni Ambrosio aveva deciso di sospenderlo dall’incarico in via cautelare allontanandolo e trasferendolo presso un centro diocesano di “cura spirituale” in Lombardia. Nel frattempo, la procura ha avviato un’indagine, condotta dalla Squadra Mobile della polizia, che ha infine portato al fermo del sacerdote su richiesta dal pm Emilio Pisante e firmata dal gip del Tribunale di Piacenza. Il sacerdote si trova al momento ai domiciliari. Le indagini sono ancora in corso e don Segalini sarà ascoltato nelle prossime ore dal giudice per le indagini preliminari. In quella sede il giudice dovrà decidere se confermare la misura restrittiva nei suoi confronti, mentre don Stefano potrebbe già fornire una propria versione dei fatti.

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