Cremona Null’altro che palliativi per l’area di bosco di via Sesto, all’angolo con via degli Artigiani, commenta Giovanna Perrotta di Legambiente: “C’è sempre un motivo per ridurre gli spazi di verde: in via Flaminia per l’insediamento di una onlus, in via Sesto per il raddoppio di una ditta. Il Comune si rende conto, ma non trova mai soluzioni alternative”. A Cremona il consumo di suolo dunque non si ferma, anche se è già storicamente elevato e in continua crescita, rispetto ai dati demografici che parlano da tanti anni di sostanziale stabilità della popolazione. La conferenza dei servizi sulla variante puntuale al Pgt si è conclusa con la parziale ricezione delle osservazioni, e con l’esclusione del procedimento dalla Valutazione ambientale strategica. Questo significa che per il Comune l’abbattimento di alcuni alberi in via Sesto non è un problema così importante, anche se per Italia Nostra, lo è, perché lo stesso sistema si può applicare in molte zone di Cremona. Durante la riunione, l’urbanista del Comune Marco Masserdotti ha spiegato che la variante servirà a garantire la piena fruibilità dell’area produttiva, facilitando l’ampliamento di una ditta. C’è già la manifestazione d’interesse della Fvr, proprietaria di un’azienda già insediata al confine con il bosco. L’architetto Michele De Crecchio, nelle osservazioni di Italia Nostra, nota che bisognava retrocedere l’area un certo tempo dopo la vendita, in caso di mancata edificazione, e inoltre che viene meno la fascia di rispetto di via Sesto. Le proteste per la cancellazione del bosco, con consumo di suolo, come osservato dall’ente Provincia, trovano una risposta da parte di Masserdotti: “E’ una situazione particolare: la rete ecologica non sarà interrotta perché viene dato obbligo a chi costruisce di inserire una fascia a verde”. Il risultato è che ci saranno inevitabilmente meno alberi e ancora più cemento.

Paolo Zignani

1 risposta

  1. Michele de Crecchio

    E’ soprattutto grave che un terreno a suo tempo acquisito al patrimonio comunale in conto standard (cioè per rispettare l’obbligo legislativo di garantire in ogni nuovo quartiere una sia pur modesta dotazione di aree a verde) venga ora condannato alla edificazione.

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