Brescia. Nel 2017 Brescia era quarta, il record lombardo del consumo di suolo spettava alla provincia di Milano (con 121 ettari), seguita da quella di Pavia e Bergamo. Ora, invece, la provincia bresciana è tornata a guidare la classifica davanti a Pavia (con 95 ettari), Bergamo e Mantova, con un valore assoluto di 55.285 ettari di territorio cementificato negli anni: oltre 5 mila in più rispetto alla provincia di Milano. E’ vero che la provincia di Brescia, in virtù del suo vasto territorio e della presenza di montagne e laghi, in percentuale, ha sottratto alla natura l’11,5%, mentre la provincia di Milano il 32%, ma questo non deve giustificare il primato. Sempre secondo l’ultimo rapporto Ispra, nel 2018 sono spariti 119 ettari di terreni, il 65 per cento in più dell’anno precedente che, tradotto, significa quasi 150 campi da calcio. E nonostante i ritmi di cementificazione non siano più alti come prima della crisi; nonostante il surplus di offerta immobiliare e anche se ora è in vigore una legge regionale per la tutela del suolo agricolo, si è tornati a costruire parecchio. Nello specifico, il paese della provincia di Brescia che spicca per cementificazione è Ghedi, che ha perso 24,3 ettari di terreno, seguito da Manerbio e Castegnato. A Brescia, invece, l’anno scorso gli ettari cementificati sono stati 2,2, in virtù anche delle rigenerazioni di aree industriali dismesse, operazione che si è resa necessaria perché il capoluogo aveva in realtà già cementificato il 44,8 % del proprio territorio. Anche Ospitaletto è vicino al 45%, mentre al terzo posto c’è Roncadelle con il 39,5% e il record di spazi commerciali. Dove invece il cemento fatica ad arrivare sono i paesi d’alta montagna, con alcuni che possono vantare un consumo di suolo pari a zero. Tra questi Ponte di Legno e Montisola, mentre altri hanno saputo invertire la rotta, come Sirmione. Esempi da seguire, in attesa di una legge nazionale che sappia contenere il consumo di suolo.

1 risposta

  1. Michele de Crecchio

    Purtroppo le leggi in materia di consumo del suolo attualmente all’esame del parlamento sono molto deboli, per quanto ho potuto vedere sinora.
    Michele de Crecchio

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