Cremona Un giro d’affari miliardario, quello delle nuove tecnologie che utilizzeranno le frequenze 5g, che anche in Italia sono già una realtà, con numerosi comuni scelti per la sperimentazione e nuovi contratti di telefonia che garantiscono già questo servizio. In provincia di Cremona tre comuni, Crotta d’Adda, Tornata e Pizzighettone sono interessati dalla novità ma, come nel caso dei territori coinvolti, senza previo coinvolgimento della popolazione. Ma il guadagno è troppo succulento per rinunciare o rimandare l’adeguamento tecnologico: nei prossimi quattro anni, dalle aste delle frequenze per il 5G arriveranno nelle casse dello Stato italiano 6,550 miliardi di euro.  A parte il parere della popolazione manca anche un altro parere, ben più autorevole, quello sanitario obbligatorio dell’Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute, legato alla sperimentazione di radiofrequenze a microonde millimetriche. Non è sufficiente infatti sostenere ufficialmente, come è stato fatto, che “i dati disponibili non fanno ipotizzare particolari problemi per la salute”, serve invece la garanzia di innocuità e di sicurezza. L’appuntamento per chi vuole sapere di più sull’argomento 5 G e sui possibili rischi per la salute sarà quindi giovedì sera alle 20 e 45 a Crotta d’Adda, Sala Polivalente, grazie ai risultati della ricerca indipendente portata avanti dall’Istituto Ramazzini di Bologna, di cui una sezione distaccata è nata recentemente a Cremona. Relatore, il dott. Andrea Vornoli del Centrod di Ricerca Cesare Maltoni.

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