Cremona Si appoggiano al muro del garage e sparano, non colpiscono il bersaglio e continuano a sparare, e i colpi rimbombano per tutta la casa. L’inizio della caccia, in programma da domani mattina all’alba, è temuto in particolare da chi abita al confine tra la città e la campagna, come Francarita Catelani, dell’associazione “Uomo natura animale Onlus”. Giorno difficile, per chi in passato si è ritrovato i pallini di piombo nel piatto della minestra oppure ha visto abiti appesi ad asciugare trasformati in colabrodo, come una volta è stato il caso di una pelliccia, bruciata e annerita dai colpi di fucile. “Sparano troppo vicino alle case” protesta Francarita Catelani, mirano ai gatti come fossero lepri, colpiscono anche i cani dei residenti. La legge stabilisce che non si può sparare se non fino a 100 metri dalle case o dalle imprese e 50 metri dalle strade. Certo i cacciatori non sono più numerosi come in passato: nel Cremonese il dialetto bresciano, durante la stagione, era più diffuso. A propria volta, il numero degli agenti di polizia provinciale si è ridotto nel corso degli anni: da 24 sono rimasti in 12 agli ordini del vicecomandante Massimo Pegorini. L’anno scorso i verbali elevati dalla polizia ai cacciatori sono stati circa 15 ogni settimana, anche perché non tutti i cacciatori segnano il numero di capi abbattuti. Le lamentele però non mancano, a Cremona, perché già da ieri o prima ancora sono state udite fucilate a raffica in diverse zone, al Boschetto come nelle vicinanze del Po, o fuori città a Levata di Grontardo.  Sono in azione anche le guardie ecologiche, a Cremona, 12 quelle di fresca nomina, mentre a Casalmaggiore no. Il caso è stato sollevato da un’interpellanza del consigliere d’opposizione Pierluigi Pasotto: i decreti di nomina non sono stati trasmessi dal Comune alla prefettura, e l’attività di controllo delle gev non è stata quindi possibile. Su tutto il territorio provinciale, come disposto dalla Regione, da domani al 30 dicembre sarà dunque possibile cacciare la mini lepre e il coniglio selvatico, ma non più di due capi al giorno. Doppiette puntate, inoltre, sulla pernice rossa e la starna, da domani all’alba fino all’8 dicembre: non più di due capi. Il fagiano e la volpe saranno prede fino al 30 gennaio, la lepre comune fino all’8 dicembre. La caccia vagante, fino al primo ottobre, sarà possibile solo mercoledì sabato e domenica, entro le ore 12.

Paolo Zignani

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