Cremona. Il verde pubblico, a Cremona, viene ancora gestito dal settore Lavori pubblici e mobilità, senza che l’ufficio ambiente si possa pronunciare. E così l’intervento sul patrimonio arboreo, affidato tre giorni fa con un incarico dirigenziale dall’ingegner Marco Pagliarini alla ditta Cogni di Piacenza, fa tutt’ora parte dell’ordinaria amministrazione, benché preveda, oltre alla potatura, anche abbattimento di alberi in diverse zone della città, compreso il cimitero civico, dove le segnalazioni dei cittadini e le richieste di miglioramento sono pressanti. Piante e rami caduti al suolo o pericolanti se ne vedono non pochi, fra un quartiere e l’altro, dopo le nevicate, le trombe d’aria e le bombe d’acqua degli ultimi anni, segnati dal surriscaldamento climatico, con una qualità dell’aria spesso compromessa. Via Naviglio, a lato della Negroni, è una delle strade monitorate, dove già a febbraio era previsto un controllo sulla stabilità degli alberi. In altre vie, però, i cittadini protestano quando notano piante assetate d’acqua perché non innaffiate, tanto che c’è chi innaffia personalmente, adottando spontaneamente l’albero municipale. L’attenzione dei cittadini si è infatti acuita, anche perché nelle città italiane si è diffusa la tendenza a sostituire le piante di maggiori dimensioni con i peri, assai più piccoli. Proteste si sono levate per i tagli delle piante in via del Sale e viale Trento Trieste, in nome delle nuove piste ciclabili. Dopo le piantumazioni dei nuovi boschi dei nati, in via Bredina, in via Brescia accanto a Cremona Solidale o in via Martiri di Bagnara, i germogli sono spuntati solo pochi mesi fa: la crescita richiederà anni. L’ultimo censimento del patrimonio arboreo è di due anni fa, affidato all’agronomo Daniele Panena, sulle 20mila piante cremonesi sulle essenze presenti nelle vie, nei parchi e nei giardini, con l’uso di un programma informatico, stabilendone la proprietà e le condizioni di salute. In più, nelle aree di bosco ci sono altri 50mila alberi su una superficie di 110 ettari. Fra 2017 e 2018 le piante messe a dimora dal Comune sono state più di 600, oltre a quelle inserite nel primo lotto del bosco dei nuovi nati, più di 500. E ad ogni albero, secondo i programmi della giunta, spetterà un numero indicato su una targhetta e una scheda dettagliata nel programma informatico. Per ora invece, come già tra febbraio e marzo, è tempo di abbattimenti e potature.

Paolo Zignani

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