Cremona Le dimissioni di Diego Banin dal comitato di quartiere del Maristella, date ieri, sono uno dei segnali più aspri del malumore che circola nelle periferie, ma non l’unico. Istituiti una decina d’anni fa per favorire la partecipazione degli abitanti e delle attività economiche, i comitati di quartiere a Cremona sono diventati 16, e a sentire le lamentele non sarebbero tutti uguali. Via Giordano, Cavatigozzi e Maristella, ad esempio, farebbero parte di una lista nera, a giudicare dall’ importanza e dal numero delle richieste mai esaudite. E lo stesso quartiere Centro ha spesso di che ridire, per il decoro che non c’è, la sicurezza e il silenzio che mancano. Diego Banin, che pure per il Maristella si è esposto a lungo, nota che ci sono domande che restano senza risposta da 12 anni. L’onda verde, che imporrebbe una velocità media ridotta alle automobili che attraversano tutto il quartiere, lungo una strada rettilinea e da sempre pericolosa, è sempre rimasta una promessa, così come la riparazione del semaforo di via Santa Cristina. L’erba alta, non solo lungo il percorso che conduce al sottopassaggio, ma anche in vari punti del quartiere, sembra un destino, così come l’impossibilità di rimediare a vari effetti dell’incuria, ad esempio le griglie fatiscenti che si trovano nello stesso sottopassaggio. La rotatoria non è mai stata costruita, malgrado promesse arrivate da destra e da sinistra, mentre la moltiplicazione dei cartelli segnaletici e dei passaggi pedonali supersicuri non ha fatto rallentare la velocità dei veicoli. Problemi storici di varia importanza che però si ripetono sistematicamente. Rispunta poi un volantino dell’ultima campagna elettorale del sindaco Gianluca Galimberti. Così, ripensando a anni e anni di incontri pubblici, con la ripetizione del medesimo elenco di priorità, Diego Banin ha gettato la spugna. In questi comitati di quartiere ha senso partecipare solo se ci si rassegna a un ruolo di collaborazione subordinata nei confronti del Comune, che da parte propria ha sempre risolto l’imbarazzo parlano di soldi che mancano. Altra giustificazione data dalle giunte municipali, nel corso degli anni, è la scarsa rappresentatività degli esponenti dei quartieri, visto il numero di ridotto di elettori che hanno, rispetto ai consiglieri comunali.

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