Apre ufficialmente in tutta Italia domani, domenica 15 settembre, la stagione venatoria 2019/2020: “cinque mesi di spari che causeranno milioni di vittime tra le specie selvatiche”. Ad affermarlo è l’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), che chiede al governo una “stretta” anche in relazione al “pesante tributo di vite umane” a causa delle doppiette: solo lo scorso anno, infatti, gli spari hanno infatti causato 80 vittime, tra morti e feriti. Da domani si potrà dunque sparare in tutta Italia, anche se quest’anno l’apertura della caccia è stata anticipata all’1 settembre in alcune regioni per determinate specie. C’è poi, rileva l’Enpa, la piaga del bracconaggio, che uccide sotto-traccia dodici mesi su dodici. Insomma, come denuncia l’associazione, la vera minaccia alla sicurezza, per le persone come per gli animali, è legata alla presenza di armati nelle nostre campagne e non certo a lupi e di orsi. Per questo, l’associazione chiede un forte intervento del governo per garantire una tutela effettiva a tutti coloro i quali risiedono nelle zone di caccia. Servono anzitutto, controlli serrati sul territorio, per i quali l’Ente lancia un accorato appello ai ministri dell’Interno e della Difesa, perché negli anni passati le azioni di prevenzione sono state fortemente indebolite dallo scioglimento della Polizia Provinciale e dalla transizione del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri. L’Enpa chiede inoltre di stabilire limiti di età alla detenzione di armi e condurre verifiche annuali sull’idoneità psico-fisica dei cacciatori, mentre oggi la normativa prevede che tali verifiche siano fatte ogni cinque anni. Necessario anche, secondo l’associazione, un giro di vite contro i reati venatori, che andrebbero considerati dal nostro Codice Penale come delitti, quindi con pene più severe, tra cui la reclusione. Per questo la richiesta va al ministro dell’Ambiente, che possa farsi promotore di iniziative in tal senso.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata