Gentile, dolce, colto e sensibile, ma anche rigoroso e forte come la Quercia per la quale si è battuto con determinazione senza se e senza ma. Simone Mazzata, il 14 settembre è morto dopo una lunga e dolorosa malattia. E’ stato un punto di riferimento per Cogeme e la Fondazione Cogeme Onlus di Rovato fino al 2012. Un lavoro svolto con passione e competenza, interrottosi bruscamente per quello che fu definito “un ingiusto licenziamento politico”, essendo cambiati i vertici della multiutility. Un dolore profondo ma niente a che vedere con l’esperienza della perdita di un figlio che precedentemente lo aveva colpito. Proprio al figlio Brunetto, ormai scomparso giovanissimo, nel 2006 dedicò il libro “Scegliere il cuore”, toccante testimonianza del percorso umano e spirituale che insieme alla moglie Daniela l’ha portato a sviluppare profondo amore per la vita e per la natura. Nativo di Desenzano del Garda, si era trasferito a Paderno Franciacorta con la moglie Daniela e i figli Bruno e Federica e infine, anni dopo la scomparsa del figlio, aveva coronato il suo sogno di vivere in una cascina in piena campagna a Castelvetro Piacentino per realizzare un altro grande sogno: una scuola per bambini fondata sul pensiero ecologico. A convincerlo della bontà del luogo era stata proprio la vicinanza di una quercia. Grandiosa, possente, quasi divina, che è diventata la favola a lieto fine. Il simbolo di una campagna mediatica che ha raggiunto centinaia di persone e grazie alla quale il Terzo Ponte autostradale tra Cremona e Castelvetro non è mai stata realizzato.  Intorno alla Grande Quercia si è riunito il popolo delle favole, qualcuno ha detto “i pellerossa che difendono la loro riserva”.  Con Simone abbiamo percorso un breve ma intenso tragitto televisivo con diverse stagioni di Greenbox, facendoci conoscere personaggi straordinari come Ervin Laszlo, e insieme abbiamo condiviso battaglie e ideali, soprattutto quella legata a Nonna Quercia. Sotto il suo cappello secolare si sono riunite centinaia di persone, volti famosi come Omar Pedrini, i Modena City Ramblers e gli Itillimani, per dare voce ad un simbolo di speranza e di bellezza, contribuendo a creare una coscienza collettiva ambientalista. Per primo in Italia ha promosso la “Carta della Terra” strumento per divulgare il pensiero ecologico: un grande contributo che ha portato in ogni sua attività sia nel lavoro che nella vita, con scelte coraggiose e controcorrente. Credeva profondamente nella visione sistemica delle cose, nella Rete della vita. Sabato un ghianda si è staccata dalla Grande Quercia e si è posata in terra. Da questa ghianda nascerà una nuova quercia. Nulla andrà mai perduto. Ciao Simone.

Chiara Delogu

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