“La responsabilità è dei servizi sociali del Comune di Milano, a cui la bimba era affidata, che avrebbero dovuto vigilare e non l’hanno fatto, è una tragedia annunciata”. Lo ha detto l’avvocato Daniela Missaglia, legale del padre della bambina di 2 anni ricoverata in terapia intensiva dopo che ieri la madre, a cui erano stati già tolti 2 figli, è morta lanciandosi con la piccola dall’ottavo piano di un palazzo a Milano. “Perseguiremo tutte le strade”, ha aggiunto l’avvocato, preannunciando azioni legali.  Secondo i legali infatti i servizi sociali che avevano in carico la bimba, “avrebbero dovuto vigilare sulle prescrizioni disattese dalla donna, che doveva rimanere in una casa comunità ma non lo faceva. C’erano violazioni importanti da parte sua, tutte spie di un allarme che è stato sottovalutato”. L’avvocato Missaglia ha anche spiegato di avere inoltrato diverse richieste al Tribunale per i minorenni di Milano affinché “venisse emesso un provvedimento di protezione immediata” per la bambina, per toglierla, in sostanza, dalla collocazione presso la madre. I giudici, però, non hanno emesso alcun provvedimento. La donna, con problemi anche di tossicodipendenza nel suo passato, “aveva già manifestato istinti suicidari”. Il padre, ha parlato di epilogo annunciato. Si tratterebbe di una sorta di “caso Bibbiano al contrario” nel quale una bambina, “malgrado i numerosi allarmi”, non viene tolta alla madre. La 43enne, ieri pomeriggio, è entrata in un palazzo di viale Regina Margherita, zona signorile in centro città, non distante da dove lei abitava, si è fatta aprire dalla portinaia col pretesto di dover parlare con un avvocato che in realtà non conosceva, è salita fino all’ottavo piano e si è buttata giù, con la figlia sulle braccia, nella tromba delle scale. Lei è morta sul colpo e la bambina, trasportata al Niguarda con una frattura al bacino, lesioni alla milza e contusioni polmonari, e dopo aver subito diversi interventi, è intubata in terapia intensiva. Il Comune da parte sua afferma che”da quando la situazione è stata segnalata, sono stati messi in atto tutti gli interventi ritenuti necessari, precisando che il nucleo familiare, su disposizione del Tribunale, era già da tempo in carico ai servizi sociali, senza che la magistratura avesse fatto decadere completamente la responsabilità dei genitori della bimba. L’eventuale allontanamento dei minori dai genitori, infatti, è una competenza esclusiva del Tribunale per i minorenni a cui i servizi sociali hanno il compito di relazionare periodicamente, cosa che è stata fatta puntualmente, l’ultima volta alcuni giorni fa. I servizi sociali si sono messi a disposizione delle forze dell’ordine che stanno svolgendo le indagini e hanno già fornito tutte le informazioni in loro possesso agli organi competenti.

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