Piacenza. “Le ho messo le mani al collo, non so cosa mi è successo, ricordo solo una scarica dentro di me enorme quando mi ha detto: “Non c’è neanche più bisogno di vederci così tanto”. Sono le parole di Massimo Sebastiani, durante l’interrogatorio, mentre racconta l’omicidio di Elisa. Ha detto che si vedevano tre, quattro volte a settimana e che era innamorato di lei e che, dopo un anno e mezzo che si frequentavano, durante una passeggiata, lei gli aveva parlato delle sue preferenze, ma gli aveva assicurato che, se avesse cambiato idea, sarebbe stato l’uomo con cui si sarebbe messa. Poi ha ricostruito il giorno del delitto: ha detto di essere andato a prenderla come al solito e che, mentre si recavano alla casetta, lei gli avrebbe detto che alla festa della sera prima le avevano consegnato una busta da custodire e che questo avrebbe loro procurato dei soldi. Successivamente, entrando nel pollaio, gli aveva fatto capire che non ci sarebbe stato più bisogno di fare dei lavoretti, anzi, lei avrebbe detto: “Non c’è nemmeno più bisogno che ci vediamo così spesso”. A quel punto Sebastiani ha pensato che quei tre anni passati con lei non erano serviti a niente: le ha messo le mani al collo e ricorda che lei è scivolata e ha sbattuto contro un’asse che si era staccata. Ha sentito come una scarica in quegli attimi, una cosa “come di delusione”, ha visto il pollaio quasi tutto buio, poi è subentrato il panico. L’ha avvolta in una coperta ed è andato in macchina per capire dove metterla. Mentre pensava al posto ha fatto manovra, ha visto il suo cellulare e l’ha lanciato. Poi gli è venuto in mente che lì vicino c’era un posto nascosto, l’ha portata lì e ha detto di essere poi entrato in una fase strana, non riusciva a focalizzare quanto accaduto, non si rendeva conto della gravità della situazione. Poi, ha raccontato le fasi successive, il suo rifugio nella saletta del capanno di Perazzi, indagato per favoreggiamento, e ha detto d’aver pensato che non poteva lasciarla sola, così, una sera, è andato a dormire vicino a lei. Poi l’ha sepolta, per non “lasciarla fuori così”, e quando l’ha fatto, le ha preso la mano, “come se fosse ancora viva”. Poi, la cattura e l’arresto.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata