Cremona. “Carenza di interesse”, ecco la formula con il Consiglio di Stato ha liquidato i ricorsi del Coordinamento ambientalisti Lombardia e di alcuni cittadini di Spinadesco e di Cavatigozzi contro la Regione e i Comuni di Cremona e Spinadesco, che hanno deciso di non fare la Valutazione d’impatto ambientale sul raddoppio dell’acciaieria Arvedi, autorizzando poi la costruzione degli impianti. Non c’è più interesse nel considerare i ricorsi iniziati nel 2006 e poi accorpati, come riporta la sentenza del 25 ottobre, perché al raddoppio sono seguiti plurimi atti autorizzatori, non impugnati dai ricorsisti, che non lasciano dubbi sulla compatibilità ambientale del gruppo siderurgico. Quindi il decreto screening emesso dalla Regione, il numero 534 del 2009, che escludeva la Via, oggetto dei ricorsi, si riferiva a un progetto e una situazione di fatto non più attuali. Nel frattempo, l’acciaieria, ha ottenuto una Valutazione d’impatto ambientale nel giugno 2016, quand’è stato approvato il progetto del nuovo forno Quantum: sono state concesse inoltre due autorizzazione integrate ambientali e un aggiornamento, oltre a un permesso di costruire in variante al piano regolatore.

Sono stati così costruiti la zincheria e altri impianti, è stato installato il nuovo forno di fusione dei rottami metallici e anche due forni per le ferroleghe e il laminatoio. La produzione è aumentata da 900mila tonnellate d’acciaio all’anno a 2 milioni e 400mila tonnellate, con attività 24 ore su 24. Ezio Corradi, per il Coordinamento comitati ambientalisti Lombardia, nota però che i problemi dell’ambiente, della salute e della sicurezza sul lavoro sono sotto gli occhi di tutti e che non si possono lasciare soli i lavoratori e le persone che abitano nel territorio vicino al complesso siderurgico cremonese. L’appello è rivolto agli Stati Generali dell’ambiente e della salute di Cremona, per un nuovo incontro, al più presto. 

Paolo Zignani

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