Brescia. L’idea di dar vita, a Brescia, al più grande parco di mitigazione urbana d’Europa, un immenso polmone verde che provi a compensare il territorio dopo lo sfruttamento del passato, potrebbe diventare realtà. In verità, però, di questo progetto si parla da decenni, finché nel 2011 si aprì la strada per l’acquisizione delle aree da parte del Comune, che multò anche la società allora presente con 5 milioni di euro perché aveva effettuato estrazioni di materiale senza autorizzazione. Per questo era stato impostato un accordo con l’escavatore: lui s’impegnava a pagare una parte della sanzione pari a 1,2 milioni di euro, mentre il resto si trasformava in cessione delle aree coinvolte, terreni agricoli e cava, dopo il loro ripristino ambientale. Scadenza dell’accordo: marzo 2015. Ma i tempi e gli accordi non sono stati rispettati e così la Loggia, due anni fa, è entrata in possesso dell’area e ha dato il via per l’ultimazione dei lavori e per incassare la fidejussione, anticipando le risorse dal fondo vincolato per il recupero delle cave.  Brescia Infrastrutture si è occupata del nuovo progetto e nei giorni scorsi la giunta comunale lo ha approvato. E, salvo ricorsi al Tar e altri impedimenti, i lavori dovrebbero cominciare l’anno prossimo, in primavera. Verranno piantati nuovi arbusti ed essenze adatte al luogo e, nella parte nord, nascerà una zona umida. Poi aree naturalistiche, pontili, un laghetto con attorno un percorso ciclopedonale con punti di osservazioni rialzati da cui godere il panorama. Oltre alla costruzione della famosa casetta delle associazioni.

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