Cremona L’accordo fra LGH e A2A è stato bocciato anche dal Tar del Lazio, che ha considerato irregolare la fusione, come ha fatto sapere con un comunicato il consigliere regionale del M5S Marco Degli Angeli. “E’ una sentenza storica” per i pentastellati, perché il ricorso della multiutility milanese e bresciana, che chiedeva al Tar del Lazio di annullare la delibera dell’autorità Anticorruzione, emessa nel febbraio del 2018, è stato ritenuto inammissibile. La vicenda inizia da un esposto inoltrato all’Anac, l’autorità presieduta da Raffaele Cantone, nel 2016 da Ferdinando Alberti, sostenuto da tutto il movimento 5 stelle. In sostanza i grillini non hanno mai creduto alla versione data dalle due società, che hanno inteso allearsi fra loro dopo un dibattito politico iniziato diversi anni prima e ampiamente ripreso da testate locali e nazionali. Per i pentastellati i proprietari delle azioni di Lgh, ovvero i Comuni e le relative municipalizzate, avrebbero dovuto emanare un bando pubblico, in modo che tutti i potenziali acquirenti si trovassero nelle medesime condizioni. Per i Comuni di Cremona e di Crema, e gli altri soci, invece di fatto l’alleanza non ha avuto alcun aspetto segreto. L’Anac comunque ha riconosciuto la violazione delle norme nazionali e comunitarie, respingendo le contro-osservazioni di Lgh, dichiarando per due volte illegittima la cessione delle quote azionarie, acquisendo le quali A2A è diventata proprietaria della maggioranza delle azioni. Il Tar del Lazio ha ribadito la legittimità della delibera dell’Anac, che ha agito secondo i propri compiti istituzionali, ovvero “vigilare sui contratti pubblici, per garantire l’osservanza dei principi di correttezza e trasparenza delle procedure amministrative, nonché il rispetto delle regole della concorrenza”. Secondo il M5S inizia ora la fase più preoccupante, per chi ha violato le regole, dato che il dossier A2A-Lgh è arrivato alla Corte dei Conti. Gli amministratori che hanno approvato un accordo bocciato dall’Anac e dal Tar potrebbero essere chiamati infatti a risponderne.

Paolo Zignani

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