Cremona A Robecco d’Oglio sarà probabilmente autorizzata una nuova derivazione irrigua dal fiume Oglio. La richiesta è stata presentata il 29 luglio scorso dal presidente del Consorzio di irrigazioni di Monasterolo Michele Zamboni. Ieri il settore Ambiente e Territorio dell’amministrazione provinciale ha deciso di non fare la Valutazione d’impatto ambientale. L’esclusione dalla Via prosegue una tendenza poco apprezzata dalle associazioni, dal momento che la siccità ha segnato l’ultimo decennio, tanto che la contesa per l’accaparramento della risorsa liquida si è fatta molto aspra. La Regione, in osservanza a una direttiva europea, ha introdotto il Deflusso minimo vitale, tanto contestato dagli agricoltori, a tutela dell’ambiente, della flora e della fauna fluviali. L’Ats ha inviato il proprio parere nemmeno un mese dopo, il 26 agosto, per spiegare che “non si ritengono necessari ulteriori approfondimenti e non si ravvedono elementi contrari al progetto”. Viene consigliata una verifica analitica delle acque, limitatamente ad alcuni parametri chimici indesiderati. A propria volta il servizio Acqua, aria, cave dell’ente Provincia il 2 ottobre ha dato il proprio nulla osta. Il progetto prevede di derivare acqua dal fiume, mediante una pompa idrovora dalla portata massima di 395 litri al secondo per il comprensorio irriguo, che si trova interamente nel territorio comunale di Robecco. A monte del punto di presa il fiume è costretto a ricevere gli scarichi urbani di Bordolano e Corte de Cortesi, i cui reflui arrivano in Oglio dopo aver percorso un tratto di un canale collettore, e di Monticelli d’Oglio. A valle ci sono gli scarichi di Pontevico e Robecco, a 4 chilometri dal punto di prelievo. Il bacino idrico è considerato però molto ampio, comprese le acque piovane, e lo stesso comprensorio irriguo prevede la restituzione di parte di quanto ricevuto. La funzionalità ecologica, secondo il settore Ambiente, non può essere in discussione.

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