Cremona. Sono stati aperti dei fascicoli, da parte della magistratura cremonese, in seguito alle segnalazioni inviate in Procura negli ultimi tempi, da quando è esplosa la guerra politica per il controllo dell’amministrazione provinciale. E’ stato contestato fra l’altro, da quanto trapelato, il verbale alla base della delibera che avrebbe dovuto revocare la convenzione tra le Province di Cremona e di Lodi per la segreteria generale, affidata alla lodigiana Maria Rita Nanni dal settembre 2015. Il rapporto di fiducia tra l’ex presidente Davide Viola e il segretario generale, però, è venuto meno, al punto che Viola stabiliva di revocare l’accordo con decisione unilaterale, in base all’articolo 8 della convenzione. Questa decisione non appariva sulla prima delibera, quella contestata per una presunta mancata verbalizzazione da parte del segretario, e compare invece su una seconda delibera pubblicata il 22 luglio e datata 3 luglio, con la firma del successore di Viola, Rosolino Azzali. La vicenda della segreteria è da molti considerata centrale, viste le somiglianze con la vicenda che ha messo in forse la Provincia di Lodi. Il ruolo chiave del segretario è confermato, secondo una ricostruzione, dal fatto che la questione dell’ineleggibilità di Mirko Signoroni è venuta alla luce per una segnalazione di Maria Rita Nanni solo dopo la cessazione della convenzione Cremona-Lodi. La lotta interna al centrodestra ha accentuato lo scontro. Simone Beretta, consigliere di Forza Italia di Crema, ha garantito anche ieri il numero legale al centrosinistra: Beretta propone da mesi “l’unità del territorio per ricostruire una Provincia forte”, e si contrappone allo stesso Rosolino Bertoni e alla parte del centrodestra favorevole all’uscita di otto Comuni dalla società cremasca Scrp, che gestisce reti e patrimonio delle ex municipalizzate. Nessuna alleanza, tra Beretta e centrosinistra, ma solo un comune desiderio di correttezza istituzionale, che trova grandi ostacoli in una parte del centrodestra, che farebbe riferimento al mondo di Comunione e Liberazione e ad alcuni industriali. I problemi però non sono finiti, perché forse il candidato del centrodestra Rosolino Bertoni non sarà più eleggibile, vista la sua scadenza come sindaco di Palazzo Pignano entro il luglio 2021. Il centrosinistra ricandiderà Mirko Signoroni: ieri il vice-segretario Antonello Bonvini ha confermato la validità della sua presidenza e degli atti da lui firmati. Il reggente è di nuovo Azzali. Signoroni si è dimesso per evitare complicazioni giuridiche e, avendo un orizzonte di oltre 18 mesi come sindaco di Dovera, potrà ricandidarsi.

Paolo Zignani

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