Cremona. Ancora una volta l’ufficio economico, finanziario e fiscalità si dimostra centrale per la salvaguardia dei conti pubblici e del principio di equità, in particolare per i risultati nel contrasto all’evasione e all’elusione fiscale. I controlli sul pagamento dell’Imu, della Tasi e della Tari, conclusi con gli avvisi di accertamento inviati il 15 ottobre ai contribuenti risultati in posizioni irregolare, hanno dimostrato che la prima fase dei controlli, conclusa il 25 giugno, non aveva ancora potuto scoprire le effettive dimensioni dell’evasione e dell’elusione dei tributi locali a Cremona. I dati sono più alti del previsto. Infatti al termine del mese di giugno il totale dell’Imu non pagata ammontava a poco meno di un milione e 800mila euro, cui si aggiungevano gli avvisi Tari per un totale provvisorio di 721mila euro, al netto della piccola quota di Tefa, tassa che dal ‘92 spetta all’amministrazione provinciale, e che vale dall’1 al 5% della Tari per pagare i costi dei servizi ambientali. Quattro mesi dopo le verifiche di giugno, l’ufficio entrate ha dovuto emettere ben 3.709 avvisi Imu, visto che l’evasione totale è arrivata a tre milioni e 600mila, più del doppio di quanto calcolato a fine giugno. Gli evasori della Tari risultano invece 1.833 per un totale di 815mila euro non pagati al Comune. 

In tutto, quindi, il Comune non ha potuto incassare 4 milioni e 400mila euro dei tributi previsti, per un totale di cinquemila avvisi di pagamento emessi a metà ottobre. La Tefa provinciale vale invece poco più di 30mila euro. Rispetto all’accertamento compiuto dal Comune nell’ottobre 2018, l’evasione fiscale dell’Imu e della Tari è aumentata di circa 800mila euro, circa il 20% in più, benché tariffe e aliquote siano rimaste inalterate.

Paolo Zignani

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