Cremona. Per una volta la caccia all’evasore fiscale si è risolta con uno spreco di risorse pubbliche che il municipio ha dovuto pagare, in un caso che dimostra quante trappole nascondano le leggi e la burocrazia, al punto che persino un Comune di 80mila abitanti come Cremona, già risultato tra le amministrazioni più efficienti d’Italia nel settore, è rimasto vittima. E fortunatamente la spesa a carico delle casse pubbliche è limitata a soli 5.800 euro. Un mese fa, il 18 settembre, l’agenzia delle entrate riscossione, che è la struttura subentrata due anni fa al Gruppo Equitalia, inviava un rimborso spese all’amministrazione comunale, giustificato dalle attività effettivamente svolte per il recupero coattivo di quote di tributi affidate alla riscossione, ma riconosciute come non dovute da parte del Comune stesso. Era il questione il pagamento di tasse locali maturate fino al 2011-2012, e non comprese fra le richieste di rimborso presentate in precedenza. Il Comune, alla fine di una lunga battaglia per la riscossione delle tasse, ha però alzato bandiera bianca e ha rinunciato all’incasso dapprima preventivato, perché ha dovuto riconoscere che le somme erano indebite. Non c’era nulla da pagare, tranne il lavoro degli agenti della riscossione. Caso fortunatamente raro, dato che si tratta di soldi pubblici, ma che può ripetersi nel caso del tardivo riconoscimento di sgravi fiscali o di effettiva inesigibilità, quando ad esempio il contribuente diventa irreperibile anche se colpevolmente moroso. In casi simili il Comune può essere vittima, ma le statistiche della Cna, nello scorso mese di settembre, hanno stigmatizzato Cremona come una delle città più tassate in assoluto. Infatti a Cremona un imprenditore smette di lavorare per pagare le imposte soltanto il 22 agosto, perché la pressione fiscale è salita quest’anno al 64,5%. Si tratta di tributi da pagare allo Stato, alla Regione ed altri enti, non solo al Comune, in un mix che complessivamente rende l’aria pressoché irrespirabile alle piccole imprese in particolare.

Paolo Zignani

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