Cremona I pendolari della linea Cremona Brescia stamattina hanno dovuto patire 40 minuti di ritardo a causa dell’ennesimo guasto a un passaggio a livello tra Manerbio e Bagnolo Mella, rimasto chiuso dalle 8.53 alle 9.48. E’ partito subito per email il reclamo di una passeggera, Attilia Cantarelli, sindacalista della Cgil, alla società statale Rfi, Rete ferroviaria italiana, e a Trenord. Ha risposto il servizio gestione reclami di Rfi, per spiegare che “evidentemente si è trattato di un evento accidentale e certamente non voluto dai nostri operatori”. La risposta contiene un elemento di speranza, dato che Rfi sottolinea di aver previsto un investimento di 170 milioni di euro per la soppressione di 110 passaggi a livello sul territorio lombardo, d’accordo con gli enti locali. Tocca quindi ai Comuni accordarsi con la società statale mettere a punto i progetti, così come si fa già 50 di quei 110 passaggi a livello, destinati quindi a essere eliminati e sostituiti da sottopassi, sovrappassi e in generale soluzioni alternative. La combattiva passeggera cremonese, già promotrice di uno sciopero del biglietto e di altre iniziative, ribatte però in una replica a Rfi che i cremonesi non vedranno nulla, delle opere eseguite con quei 170 milioni, se non nel 2020 o 2021. “Chi ne fa le spese siamo noi passeggeri e il personale viaggiante – continua Cantarelli – che vede i propri orari di lavoro dilatarsi”. Di nuovo, è in corso una guerra tra poveri, cioè tra Comuni che si accordano con Rfi e tra comitati di pendolari. Trenord già in passato ha definito la Cremona-Brescia una linea “povera di mezzi e di viaggiatori” e ha quindi rivolto la propria attenzione altrove. Ritardi anche ieri sulla Milano Cremona Mantova, e stamattina sul Parma Piadena Brescia partito in terra emiliana alle 10.49, per poi perdere 39 minuti sulla tabella di marcia. 

Paolo Zignani

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