Cremona Giornata di mobilitazione sabato 19 ottobre a Cremona, in difesa del popolo curdo. Alle 17 in sala quadri in Comune si è tenuta una conferenza pubblica organizzata dalla Tavola della Pace con l’intervento del docente di relazioni internazionali alla Università Cattolica di Milano, Vittorio Emanuele Parsi. A seguire una fiaccolata per le vie del centro cittadino. L’incontro ha attirato un folto pubblico e ha orientato la riflessione su ciò che accede nel Paese Mediorientale dove recentemente le forze dello Stato Turco hanno intrapreso una dura invasione al confine nord orientale per strappare territorio alla coalizione internazionale curdo araba che in quei luoghi, con la rivoluzione Confederale, sta portando avanti un autogoverno basato sulla democrazia dal basso, il rispetto delle minoranze, delle donne e dell’ecologia. Oggi al fianco dei turchi ricompare il nemico jihadista, usato come braccio armato di questa guerra per portare avanti una pulizia etnica e ripopolare, con i rifugiati ospitati in Turchia, il territorio strappato alla rivoluzione del Rojava. Tra le opzioni che il nostro governo, insieme alle potenze occidentali, ha a disposizione per impedire questo massacro e il ritorno dell’Isis in Medioriente, Parsi ha indicato la possibilità per i cittadini di mobilitarsi per fare pressione sui governi e condizionare le scelte internazionali.  Iniziative locali, a partire dalle istituzioni, sono un’arma di pressione come necessario è fare rete con le opposizioni presenti in Turchia, in particolare nelle amministrazioni locali guidati da curdi, come quelle che hanno vinto anche a Istanbul e Smirne. Servono poi iniziative politiche per far emergere formalmente le responsabilità dei governi nella difesa o nell’abbandono del popolo curdo al massacro, anche nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Non ci resta che imparare dallo sbaglio commesso di pagare lo stato turco in cambio della gestione dei profughi siriani. Anche oggi si mobilita Cremona, dove  in Consiglio Comunale il Presidente Paolo Carletti prende posizione all’inizio della seduta in favore del popolo curdo esponendo una bandiera in segno di solidarietà e condanna dell’attacco turco.

Susanna Grillo

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