Le proprietà dei ghiacci artici minacciati dalle microplastiche

E’ quanto emerge dallo studio svolto all’Università di Manitoba, in Canada, e successivamente pubblicato sulla rivista scientifica Marine Pollution Bulletin.

Il team di ricercatori dopo aver ricreato le condizioni di formazione del ghiaccio artico presso una piscina, hanno marcando le microplastiche con un colorante chiamato Nilo rosso per seguirne gli spostamenti mentre il ghiaccio si congelava.

Usando poi una luce fluorescente, il colorante fa brillare le microplastiche, evidenziando come il ghiaccio marino concentri le microplastiche all’interno della sua struttura e, una volta incorporato, esse rimangono nella matrice del ghiaccio.

I ricercatori spiegano nell’articolo come la concentrazione e diffusione delle microplastiche negli oceani potrebbe influire anche sulla formazione dei ghiacci artici, sulle capacità di assorbimento e di rifrazione della luce e quindi anche sulla disponibilità di radiazione solare per i microrganismi che abitano le regioni dell’Artico.

Inoltre con l’aumento dei traffici commerciali, l’apertura delle rotte artiche e il costante aumento di acqua dolce negli oceani (spesso satura di frammenti di plastica) dovrebbero portare a una rapida crescita nella concentrazione di microplastiche nell’Artico. Una situazione che potrebbe compromettere, oltre all’albedo dei mari ghiacciati, anche i processi fotochimici e fotobiologici che si verificano nel ghiaccio marino, come la disponibilità di luce per le alghe che vivono sul fondo della calotta glaciale, con potenziali impatti sulla base della rete alimentare dell’Artico.

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