Oltre a confessare, fare ammissioni e a descrivere dettagliatamente tantissimi fatti al centro della maxi inchiesta della Dda di Milano, Nino Caianiello, ex “ras dei voti” di FI nel Varesotto, ha spiegato, in uno dei tanti verbali da lui riempiti in queste settimane, l’evoluzione del “sistema” di finanziamenti illeciti e “retrocessioni” alla politica dalla Prima Repubblica in poi. Ha deciso di collaborare, e ora punta a patteggiare. E ha raccontato che “esiste un sistema che prevede forme di finanziamento alle strutture di partito”. Quando non esistevano “forme di rendicontazione”, in particolare, c’era la “retrocessione di somme di denaro in nero” al partito da parte di chi aveva ottenuto incarichi nel pubblico. Negli ultimi anni, poi, riguardo alle “retrocessioni” sugli “incarichi fatti avere a professionisti da parte di amministratori delle società pubbliche”, il “sistema consisteva nello scegliere” professionisti “di area” e “collaudati”, ossia “disponibili a retrocedere una parte del corrispettivo ricevuto”. Una percentuale del 10%”, la cosiddetta ‘decima’, era richiesta da parte di soggetti che assumevano incarichi elettivi”. Per i professionisti la percentuale, invece, “oscillava tra il 4 e il 6-7%”, anche perché era diventato sempre “più complicato” retrocedere “percentuali maggiori”, anche per motivi fiscali. In particolare, raconta Caianiello nei verbali l’ex vicecoordinatore lombardo di FI Pietro Tatarella, si occupava di gestire le retrocessioni a D’Alfonso. Il pm Luigi Furno ha interrogato anche Laura Bordonaro, ex manager della società partecipata Accam, arrestata lo scorso maggio (ora è libera) nella maxi inchiesta della Dda milanese. La dirigente, ha spiegato di non essere a conoscenza anche in “area della Lega” di un “sistema analogo degli incarichi pilotati. Bordonaro ha però fatto il nome dell’avvocato Andrea Mascetti, varesino e componente indipendente nel board di Banca Intesa Russia, professionista maggiormente sponsorizzato dagli esponenti leghisti, chiamato a ricoprire plurimi incarichi presso società pubbliche. Da più parti viene indicato come una persona che significativamente finanziava il partito della Lega anche mediante associazioni che a lui facevano capo quali ad esempio ‘Terra Insubre’. E’ stato tra l’altro indicato in quota Lega nell’organismo di vigilanza di Accam, la società che si occupa di smaltimento rifiuti per 27 comuni tra l’Alto Milanese e il Varesotto, candidatura caldeggiata anche dallo stesso Caianiello.

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