Piacenza A distanza di due mesi esatti dall’omicidio, i carabinieri hanno rinvenuto il cellulare e le scarpe di Elisa Pomarelli, la 28enne piacentina uccisa da Massimo Sebastiani in un pollaio a Campogrande di Carpaneto. Il ritrovamento è avvenuto in un vascone per l’irrigazione e nei rovi circostanti. Già durante l’interrogatorio, l’omicida aveva indicato il luogo dove aveva lanciato il telefono della giovane – dal quale peraltro aveva fatto partire involontariamente una videochiamata – e le scarpe che poi sono state appunto rinvenute. Il cellulare potrà fornire importanti informazioni circa il delitto, sul rapporto tra i due e sulle motivazioni che possono aver provocato nell’uomo il raptus omicida. Nelle scorse settimane invece era stata rinvenuta la radio sintonizzata sul canale di informazione locale che Sebastiani ascoltava per restare sempre aggiornato sullo stato delle sue ricerche durante i suoi giorni di fuga. Nello stesso giorno erano state recuperate anche i pantaloni bruciati di Elisa Pomarelli nascosti dall’uomo nel cortile della villa di Perazzi. La famiglia intanto resta ancora in attesa del corpo della ragazza in fase di completamento degli accertamenti autoptici. E in attesa di chiudere questo cerchio doloroso la sorella di Elisa ha scritto a Ligabue, il loro cantante preferito. “La mia vita si è frantumata, ho perso non solo mia sorella ma la mia migliore amica, la persona che pensavo sarebbe stata accanto a me ad affrontare tutti i problemi che la vita via via ti presenta. Avevamo solo 21 mesi di differenza, siamo cresciute insieme a ritmo della tua musica”, queste le parole con cui inizia la sua lettera Deborah. E la risposta del cantante non si è fatta attendere “Sto guardando la foto che mi hai inviato in cui tu e tua sorella eravate campeggiate in attesa del concerto a Campovolo. E’ una foto che fa male. Perché non riesco a pensare a niente di più lontano fra quel vostro momento e quello che tu e i tuoi genitori state vivendo adesso. Mando a Elisa un saluto davvero commosso e a te e ai tuoi un abbraccio forte”.

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