Valori oltre il limite sia sul fronte delle polveri sottili sia su quello del particolato fine. Secondo gli ultimi dati resi noti da Arpa Lombardia anche ieri, come nei giorni scorsi, l’inquinamento si è attestato a livelli elevati. Dalla centralina di via Fatebenefratelli a Cremona sono state rilevate polveri pm10 in concentrazione pari a 71 microgrammi per metro cubo, contro i 50 consentiti, le pm 2,5 erano invece a 50. A Cadorna la rilevazione parlava, sempre nella giornata di ieri di 76 Mc/mq di pm10 e 45 per le pm più sottili e pericolose, le 2 e 5. A lanciare l’allarme di un inquinamento che continua a preoccupare perché non viene contenuto nonostante le politiche messe in campo e l’attenzione che sembra attribuita alla tematica ambientale, è Codacons, secondo cui le ultime rilevazioni parlano di un dato praticamente doppio rispetto al consentito e nonostante siamo soltanto all’inizio dell’autunno. E’ evidente l’inadeguatezza delle politiche di contrasto all’inquinamento ambientale poste in essere sino ad ora dagli organismi preposti- accusa Codacons – altrimenti non si spiegherebbero dati così allarmanti. “Occorre ripensare le politiche di contrasto all’inquinamento per scongiurare i gravi rischi connessi alla salute dei cittadini”, secondo l’associazione dei consumatori che ribadisce la necessità di azioni dirette al taglio di emissioni climalteranti e inquinanti e con interventi sul traffico urbano, sull’efficientamento degli edifici (a partire da quelli pubblici). Un capitolo ambientale importante deve essere giocato anche con un nuovo ruolo dalle utility, ad esempio, nei settori della produzione di energia e della raccolta e trattamento dei rifiuti alternativo all’incenerimento, come indicato dalle nuove Direttive 2018 dell’UE contenute nel “Pacchetto economia circolare”.

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