Ha provato a chiedere di uscire dal carcere e di essere affidata ai servizi sociali Marianna Sergio, sorella di Maria Giulia ‘Fatima’, la prima foreign fighter italiana che andò in Siria nel 2014, e anche lei condannata per terrorismo internazionale dopo essere stata arrestata nel luglio 2015 a Inzago (Milano), assieme al padre Sergio Sergio e alla madre, entrambi poi deceduti. Prima il Tribunale di Sorveglianza dell’Aquila, dove la donna è detenuta, e poi la Cassazione hanno dichiarato “inammissibile” prima la richiesta e in seguito il ricorso sulla bocciatura. Per la Suprema Corte, infatti, la difesa non è riuscita a contrastare le motivazioni della Sorveglianza che evidenziano la “assenza di elementi significativi di un effettivo distacco dalla organizzazione terroristica” a cui aveva aderito, ossia l’Isis. Tra l’altro, come si legge nella sentenza, la donna in carcere ha tenuto un “atteggiamento polemico e rivendicativo verso gli operatori” e non ha mai “manifestato alcuna revisione critica della condotta criminosa”. Marianna Sergio, condannata in via definitiva a 5 anni e 4 mesi nel maggio del 2018, secondo gli atti, ha svolto una “incessante attività di persuasione” nei confronti dei suoi genitori affinché si trasferissero in Siria, dove era già andata ‘Fatima’, condannata a 9 anni in contumacia (di lei non si è saputo più nulla e potrebbe essere morta in Siria). E avrebbe portato avanti anche una “condotta di indottrinamento” nei confronti di “altre donne e, in particolare, di tale Lupan Yevdovika, cittadina ucraina”. Nella sentenza della Cassazione, che richiama la decisione dei giudici della Sorveglianza, si legge ancora che la giovane non ha “mai prestato collaborazione agli inquirenti per la individuazione degli altri sodali con i quali era stata in contatto: la sorella e la sua famiglia e la donna che l’aveva addestrata, tale Bushra Haik, che non era mai stata identificata”. E in tal senso si sono anche “espresse le informazioni date dalla direzione distrettuale antimafia di Milano e dalla Procura nazionale antimafia”.

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