Cremona Le statistiche sciorinate stamattina dall’assessore Claudia Terzi e dall’ad di Trenord Marco Piuri, malgrado le pesanti e durature critiche, suonano come una marcia trionfale. Le soppressioni dei treni sono state ridotte del 75%, da 120 a 40 al giorno, di cui solo l’1,4% attribuibile a Trenord. La puntualità aumenta dal 75% dell’autunno scorso all’attuale 82%. Claudia Terzi ammette problemi legati alla difficoltà di gestire temperature molto alte per la parte più vetusta della flotta, quella di derivazione statale, che ha in media 32 anni con punte di 45 anni. Molto più giovani i treni conferiti dalla Regione a Trenord, che hanno solo 9 anni in media. Su diverse linee, la puntualità è  cresciuta e la Brescia Cremona ha guadagnato 11 punti, toccando l’87%. La Regione poi sta eseguendo migliorie della propria rete ferroviaria per 400 milioni, e programma altri lavori per 200 milioni. Sono stati acquistati 176 nuovi treni, per un miliardo e 600 milioni. Il Pirellone pressa il governo e lo Stato a investire. Il Pd è deluso, perché alla riunione di oggi non sono stati convocati i vertici regionali di Rfi e dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria. Matteo Piloni ha ribadito l’urgenza di convocare l’incontro, dopo l’incidente sfiorato domenica sulla linea Cremona-Treviglio-Milano. Sulle linee cremonesi, inoltre, i miglioramenti della puntualità non ci sono stati, dal momento che molte corse sono state sostituite dai bus, conclude il Pd. Il M5S parla di “Imbarazzante scaricabarile della Lega e Trenord su Rfi e Trenitalia”. Dario Balotta di Europa Verde, a margine della riunione di stamattina, nota che Regione e Trenord soffrono di amnesie. Infatti il piano d’emergenza, che ha soppresso 150 corse dal dicembre 2018, è stato prorogato e continua ancor oggi. I treni cancellati quindi non sono 40 al giorno ma 190. La puntualità aumenta, ma l’82% è lontano dalle migliori pratiche europee che toccano il 95%. Il personale diminuisce: meno 56 macchinisti e meno 21 capitreno rispetto al 2018, e non aumenta come promesso. La Regione si lamenta di Rfi e Trenitalia, ma 10 anni fa è stata la Regione a volere il matrimonio societario con lo Stato, facendo però fallire il federalismo dei trasporti.

Paolo Zignani

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