L’entusiasmo ha caratterizzato la riunione del tavolo provinciale per la competitività del territorio, riunitosi venerdì pomeriggio alla Camera di commercio di piazza Stradivari. E’ bastata la promessa del presidente della Regione Attilio Fontana, che ha annunciato un investimento per la costruzione dell’autostrada Cremona Mantova, perché l’opera venga data per certa dai politici cremonesi, costruita entro il 2026. E dire che a bilancio non c’è nemmeno un euro neanche per l’anno prossimo, il progetto non c’è, e nemmeno si sa chi la costruirà, dato che la concessionaria Stradivaria non ha il miliardo e 200 milioni che servirebbero. Nonostante i ringraziamenti al presidente della Regione, ribaditi dai politici cremonesi, i comitati restano perplessi e parlano di illusioni, dato che su nessun documento risultano impegni economici da parte del Pirellone. Intanto i sindaci del Casalasco chiedono al tavolo della competitività le richieste delle opere di compensazione dell’autostrada. Casalmaggiore oltre al nuovo ponte sul Po chiede la nuova tangenziale, Viadana vuole la gronda Nord, San Giovanni in Croce chiede una tangenziale. Potranno arrivare richieste, in seguito, anche dal Cremasco e dal Mantovano. Infatti nel 2003 i sindaci dissero sì all’autostrada per ottenere opere locali. Cesare Vacchelli, venerdì in piazza a protestare con per gli ambientalisti e il grillino Marco Degli Angeli, è stato invitato a entrare, e ha sottolineato che l’autostrada non è strategica e non collegherà i porti dell’Adriatico, Milano e il Brennero. Infatti la Broni Mortara è stata bocciata dal Tar e la Nogara Mare è stata cancellata dalla Regione Veneto: la Cremona Mantova quindi resterebbe isolata. La Regione Lombardia, poi, ha illustrato le previsioni di traffico: solo 23mila veicoli nel 2045 ad autostrada realizzata, ancor meno che in via Giordano a Cremona, troppo pochi per giustificare la spesa. Vacchelli ha proposto al tavolo di fare un accordo di programma fra enti pubblici per la costruzione delle opere locali. Bastano insomma i 488 milioni stanziati in passato dalla Regione Lombardia per l’autostrada, per costruire invece le opere minori, riqualificando la SS10 con una spesa contenuta in 78 milioni, senza credere che lo Stato riversi sul territorio cremonese investimenti per più di due miliardi di euro, tra ferrovie e strade.

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